Esordi

Sarebbe interessante leggere le esperienze di altri autori, il loro pre esordio, più che l’esordio vero e proprio. I silenzi incassati, indigesti peggio ancora dei noi rimediati con tante belle raccomandazioni o lettere cordiali e crudeli per chi ha assunto il karma dell’attesa. Ho sempre aspettato qualcosa, dacché sono nata, credo sia l’anello debole della catena l’ostinazione all’attesa, a volte la chiamo impasse.  E’ il ruolo che ci cuciamo addosso da noi, quando l’attesa appunto diventa cocciutaggine o addirittura iperrealismo (rido), che non mi piace, non mi sta bene. Nobilitiamo tutto, no, non siamo illusi, siamo visionari, signori. Non siamo inetti è che siamo artisti, siamo scrittori, e quando sento pronunciare la parola scrittore mi giro e chiedo: dice a me per caso? Diventiamo noiosi, forse, fastidiosi persino a noi stessi, perdonateci, voi tutti, che avete altro per la testa, tipo vivere, nutrirsi, uscire con gli amici, pagare il bollo dell’automobile e la rata scaduta del mutuo. Non spaventatevi se alla domanda che fai nella vita? vi sentirete rispondere: aspettiamo, aspettiamo.

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4 thoughts on “Esordi

    1. Manuel Chiacchiararelli

      dipende cosa intendi per esordio…scrivere per se stessi, scrivere per gli altri? l’esordio è relativo, non essendo quelli che ce l’hanno fatta…e quindi non avendo una fiaba da raccontare. Lascio i piedi per terra, prima poesia scritta nel 93, prima volta che feci leggere qualcosa di mio ad persone estranee , boh, forse intorno al 2007…scrittore? si, per me prima di tutto…anche se quando dici che sei uno scrittore, ma per campare fai qualcos’altro, la gente ti guarda male. ma intanto qualcuno legge, approva, nessuno scrive le critiche … essere scrittore per 10, 100 o essere famoso, cambierebbe qualcosa per chi “deve” scrivere?

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