Damian di Ostrowiec

C’era un uomo molto giovane nella casa occupata di via Nino Bixio, nel romanzo Sangue di cane diventerà la casa dei morti. Ci sono luoghi e personaggi che torneranno a più riprese e sono sempre loro e sono vigili in tutti i miei scritti. Questo giovane si chiamava Damian, veniva da Ostrowiec, era malato di scabbia, acairosi, per dirla con una certa innocuità. La scabbia si cura con una pomata facile facile eppure Damian faceva impressione lo stesso. Jolka mi condusse all’ingresso del rudere. A un tratto dissi: “Jolka sono l’italiana, sai, anzi, sono l’albanese, tu conosci me”. Jolka alzava le spalle, fingeva di non ricordare. La donna indicava la finestra senza ante, “Damian è dentro” disse.

Salimmo, Damian dormiva in un angolo, sopra una stuoia logora, coperto da un quadrato di cartone. Guardai la donna, mi vennero le lacrime. La donna disse: “Non è tuo polacco, lui chiami Damian”. Cambia qualcosa, chiesi? Lo perderò così il mio?

Tu lo hai già perso.

Risposi da me.

(continua)

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