se i Maya ci ripensano, pubblico il romanzo

Nel senso, cosa ne sarà dei due manoscritti? Per un totale di 400 pagine. Vorrei arrivare a pubblicare anche il terzo romanzo, in ordine di arrivo, dopo Sangue di cane. In fondo posso considerarla una specie di trilogy di vita vissuta, anche se il realismo del secondo è visionario e grottesco, i personaggi sono tagliati più come guitti da balloon, o caricature. Ma è tutto vero, è vera la nostalgia, solita nostalgia dell’io narrante, la sua distanza disperata dalle cose, dalla vita, sì. Una patetica anaffettiva, sembrerebbe, il personaggio che racconta nel secondo romanzo dopo Sangue di cane (uscirà prima o dopo). Il paesaggio è tragico e scarno, i personaggi sono ancora fuori, al limite, non stanno sui bordi insomma, proprio come piacciono a me. E forse sono sempre io medesima. E nel terzo torno all’uomo venuto dalla Polonia, al suo universo capovolto, al suo dolore perenne, criminale direi. Vorrei che i Maya ci ripensassero, sul serio. Ho aspettato così tanto perché ogni cosa accadesse, ho aspettato con la pazienza monumentale degli immaturi, ossessionata da un’ idea, sempre quella, da un destino, che chiamerei scrittura.

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2 thoughts on “se i Maya ci ripensano, pubblico il romanzo

  1. enos mantoani

    Se i Maya ci risparmiano e salvano il tuo piano letterario, poi dovrai guardarti dalla catastrofe annunciata da Margherita Hack, prevista fortunatamente (?) per il 2036.. Quindi altri 24 anni.. Varrà la pena riprogrammare tutto con scadenza 2036?

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