cos’era il Natale in centro?

Il nostro Natale in centro commerciale: odorava di pollo arrosto, di disinfettante, di bucato, di una pratica domestica così nuova tutte le volte, eppure, niente mi spostava dal mondo, dal suo equo distendersi da una parte all’altra. Ho vinto la guerra, l’ho vinta sì. Sapevo che saremmo tornati a casa. Ecco, troverei un assillo, l’ennesimo: si chiama casa. Cos’era il Natale in centro? Non ne avevo paura, anche se gli amplificatori emanavano la voce della Winehouse. Era lo stoccafisso decapitato. Ero affranta. Passava presto, però, giravamo per reparti. Il bambino frugava negli scomparti delle merendine. Tu fischiavi.

Chiuse le virgolette. Ho premuto il tasto canc.

(continua)

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