La letteratura? Non esiste più.

E’ geniale, senz’altro un provocatore, il critico irriverente dalla “vita rock e spericolata”, come la sua amicizia storica con Vasco Rossi.

Gian Paolo Serino c’è un libro che ti ha cambiato la vita?

L’Odissea. Lo rileggo spesso: ho il cuore ancorato al cane Argo. Il cane che aspetta Ulisse 10 anni e appena lo rivede muore stremato di vecchiaia. Ma aveva resistito. E senza neanche fare e rifare la tela.

Cosa ti aspetti oggi da un autore perché riesca a sorprenderti?

Che mi faccia uscire di casa, che mi faccia incazzare, che scuota non solo i miei pensieri ma azioni il meccanismo delle mie azioni. Esco di casa rarissimamente.

Secondo te, dove sta andando la letteratura?

Quale letteratura? La letteratura non esiste più. Esiste la narrativa da intrattenimento, che è un’altra cosa. Credo che la letteratura sia finita nei primi anni sessanta con la letteratura sociologica americana. Il resto sono fuochi di paglia.

Sono utili le stroncature?

Esistono ancora?

Gli autori migliori che ti sia capitato di leggere di recente?

Paolo Sortino con “Elisabeth”, Andrea Tarabbia con “Il demone a Beslan” e Stefano Piedimonte con “Nel nome dello zio”. Tra gli autori stranieri che mi hanno entusiasmato c’è John Williams e il suo “Stoner”: un capolavoro.

Ti sei mai ritrovato a scoprirne qualcuno, tuo malgrado?

Anche mio malgrado. E molti. Ricordo di aver consigliato la pubblicazione di “Revolutionary Road” di Richard Yates (che avevo letto nella prima edizione dimenticata “I non conformisti, edita da Bompiani) o “Una banda di idioti” di Toole che avevo letto nella versione Rizzoli (con il titolo “Una congrega di fissati”). 

E’ vero che i libri si vendono meno, ti risulta dal tuo osservatorio? Quali opportunità, secondo te, sarebbe utile che l’editoria mettesse in campo?

L’editoria dovrebbe tornare a essere editoria e non industria editoriale. Dovrebbe tornare la passione negli editori: sono sicuro che contagerebbero anche i lettori.

Chi è il lettore di oggi?

Un disadattato. Gli unici veri scrittori contemporanei (da Handke a Coetzee, dalla Szabò a Hoellebecq) sono scrittori del disagio. Se uno fosse davvero normale non si ritroverebbe nei loro libri: li chiuderebbe e andrebbe a fare una passeggiata o del sesso.

C’è stato per te un libro maledetto?

I libri sono tutti maledetti. O perché ti entrano dentro e ti marchiano a fuoco o perché invadono le classifica di vendita e ti rendi conto che il “lavoro culturale” è una battaglia persa che vinciamo ogni giorno.

serino

Gian Paolo Serino, classe 1972. Ha collaborato per anni con Pulp Libri, L’Indice dei Libri, La Repubblica, Il Giornale, D di Repubblica, Il Venerdì di Repubblica, Diario della Settimana, Mucchio Selvaggio, Rolling Stone, Gq e Vogue . E’ stato editorialista di Avvenire e critico su Libero. Ha fondato Satisfiction, la prima free press letteraria in Italia (www. satisfiction.me). Ha parlato di libri su Radio Capital e attualmente parla di libri tutti i martedì, dalle 14 in poi, su Radio 101 network.

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8 thoughts on “La letteratura? Non esiste più.

  1. Roberto Gerace

    Quindi l’editoria dovrebbe pubblicare letteratura per lettori disadattati. Vero, ma soltanto se si chiarisce che siamo tutti disadattati e che la passeggiata e il sesso non escludono affatto la lettura. Altrimenti mi sembra il manifesto di una letteratura per risentiti.

  2. andrearenyi

    Contesto da sempre il concetto di normalità. Secondo me è solo una media statistica, chi per un verso chi per un altro, siamo tutti disadattati.
    Un altro aspetto che contesto è credere di aver letto tutto e arrivare quindi a conclusioni. Ci sono lingue inavvicinabili, delle loro letterature arrivano solo assaggi e spesso neppure delle portate principali. Della mia, per esempio (l’ungherese), si conosce veramente poco, Magda Szabò è solo una goccia nel mare.

  3. ninofricano

    Mi piace quello che scrive Serino, e mi sono ritrovato in pieno nella discorso dei “disadattati”. Certo, avrei più simpatia per lui se avesse un’immagine meno “glamour”, a partire da quella foto pacchianissima, tipo uscito da X -Factor…
    Perchè per fare colpo c’è bisogno di questi mezzucci? Serino, ti avrei adorato senza volto!

  4. Luca

    Vale anche per la scuola; una battaglia persa che vinciamo ogni ora, quando noi insegnanti entriamo illusi ed usciamo frustrati; la vinciamo anche se abbiamo perso, la vinciamo già solo perchè riusciamo a lottare come sempre, anche per quel singolo, disadattato, umiliato discente che si ostina ad essere tale.

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