il narratore per tutta la vita

Quando Veronica mi ha chiesto di scrivere queste righe ero in treno, stavo andando a Pisa per il festival dei libri. Ho subito accettato di raccontare qualcosa di me perché raccontare, per uno come me, è una pulsione elementare, quasi un riflesso incondizionato. Ho cominciato a scrivere perché volevo raccontare le storie. Niente di filosofico o di incontrollabile. Perché da sempre trovo che il mondo esista perché esiste qualcuno che lo racconta. Perché quando si conosce qualcuno la prima cosa che si fa è raccontargli qualcosa, farsi raccontare qualcosa, e insieme avere poi cose da raccontare agli altri. Io non lo so perché è così, perché nonostante gli smartphone, le tivù satellitari, i televisori al plasma, noi siamo sempre qui a volerci raccontare qualcosa. Ora proviamo a fare un gioco. Vi va? (Immagino che abbiate detto sì, quindi continuo) Chiudete gli occhi. Pensate all’aneddoto più divertente della vostra vita, una cosa successa tra amici, magari in un’estate di tanti anni fa. Ecco. Ve lo state raccontando in mente, vero? E quante volte l’avete raccontato, durante una cena, durante un viaggio, durante un caffè? Quante volte siete stati di nuovo quel momento solo con la potenza del racconto? Stupefacente, non trovate? Almeno, per me lo è.
Sono arrivato a pubblicare senza quasi accorgermene. Il mio primo libricino, una raccolta di racconti, è targato 2009, con una piccolissima e onesta (da queste parti no editori a pagamento, grazie, cancro dell’editoria) casa editrice abruzzese, la Noubs, che ringrazierò sempre per la possibilità che mi ha dato. Potermi fare le ossa, capire un po’ questo mondo editoriale e, soprattutto, capire i miei errori di giovane ventiquattrenne che si affacciava a quella che, ora, è diventata la sua professione. Perché io lo scrittore, o meglio: il narratore, come preferisco definirmi quando necessario, è quello che faccio e che voglio fare per tutta la vita.
Il passaggio a Einaudi, truppa Stile Libero, è avvenuto quasi nello stesso modo. Scritto un romanzo, spedito il manoscritto, incrociato le dita, cominciato a scrivere un altro romanzo, ancora a scatola chiusa. Poi Severino Cesari mi ricontatta, vuole incontrarmi a Roma. In mezzo c’è l’incontro con la casa editrice perfetta. E dopo due anni, finalmente, il 22 gennaio sarò in tutte le librerie col mio primo romanzo. “Atletico Minaccia Football Club”, storia di un allenatore di provincia un po’ particolare che vivrà la sua stagione alla guida di un’Armata Brancaleone delle serie minori, mentre è impegnato a fare il marito e il padre. Non è un libro solo per appassionati di calcio: ho provato a descrivere il pallone (che è una delle mie passioni, forse la più grande) con uno sguardo sincero, cercando di catturarne l’essenza sui campi polverosi di provincia, dove non girano i milioni di euro e ci si impolvera anche solo stando fermi. Ma, parimente, ho provato a fare uno zoom su questo allenatore: Vanni Cascione, “allenatore abituato a perdere ma ostinato a vincere”, seguendo questo suo anno di vita, e la sua maturazione come allenatore, ma soprattutto come marito, e come padre di Chiara, la quattordicenne figlia che è uno dei personaggi di cui più mi è piaciuto raccontare. Ed ecco che ci risiamo. “Raccontare”. Io credo che certe storie fanno parte di te ancor prima di scriverle, le hai accumulate negli anni, anche senza accorgertene, sorriso dopo sorriso e idea dopo idea. Suggestioni e coraggio. Sincerità e passione. Io l’ho scritto, anzi: l’ho raccontato. Spero che voi possiate farlo vostro con la stessa sincera forza con cui io l’ho immaginato. Alla fine, cosa c’è di più bello che avere qualcosa di nuovo da farsi raccontare?

marco marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. “Atletico Minaccia Football Club” (Einaudi Stile libero) è il suo primo romanzo, in libreria dal 22 gennaio 2013.

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One thought on “il narratore per tutta la vita

  1. marina

    Ho conosciuto Marco durante una presentazione del suo primo libro nell’associazione culturale che ho fondato 4 anni fa con alcuni amici in provincia di Napoli, e che ora è ferma. Ha un grande talento e gli faccio un grande in bocca al lupo

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