perché scrivo scrivo scrivo

D’Annunzio morì tra le sue carte, sepolto dai suoi scritti, nel suo studio da cui non usciva più. Leggevo di Sciascia, proprio ieri, che volontariamente scelse il medesimo esilio, stufo di ascoltare le amenità, poco interessato al mondo che avanzava fuori forse. La scrittura, ho letto di loro, pretese tutto. Nel mio piccolo universo, nella mia prospettiva di gran lunga minore, posso confermarvi che è vero, che la scrittura vuole tutto, proprio così. Sono sepolta anch’io, nel mio piccolo modesto universo-studio, dalle mie carte, e febbrilmente china scrivo scrivo scrivo, poco interessata al resto, non per indolenza, no affatto. Perché non c’è tempo non c’è modo di sfuggirle, ma non sono posseduta, è un respiro la scrittura. Lo è sempre stata, la compagna, quella fedele, discreta, eppure ostinata. Lo fu da quel giorno in cui ho aperto il diario e non sapevo cosa fosse, un regalo di compleanno scelto molto distrattamente da alcuni parenti, avrei preferito una barbie. Non sapevo quali abissi e quali strani approdi avrei incontrato da allora, da quel giorno in cui con la mano incerta scrissi: Caserta, 7 marzo 1976, caro diario. E lo scrissi di sbieco.

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14 thoughts on “perché scrivo scrivo scrivo

  1. elio grasso

    sei pretesa dalla scrittura, come lo erano rimbaud, celan, bachmann, celine, hemingway, manganelli… e chissà perché non mi vengono in mente scrittori in prosa viventi… già, chissà perché. ma di certo è solo colpa della mia testa bacata.

  2. elio grasso

    hemingway celine manganelli non erano poeti. e oggi? potresti fare tu dei nomi di scrittori in prosa viventi che sentano la scrittura come la senti tu. mi daresti una mano.

  3. tiziana cera rosco

    si chiama vita integrale, mia cara V*. poco raffinata con la mediazione del mondo.
    Tiziana C.R.

  4. Maria Giuffrida

    “E’ un respiro la scrittura”…Scrivi Veronica e respira: così possiamo leggerti: storie che ci piacciono ed altre forse meno ma mai banali, approssimative o ritrite…”Che la forza sia con te”!

  5. ernesto ponziani

    Ciao. Mi permetto di non essere d’accordo da quanto traspare dal blog e dalle risposte.
    E lo spiego, spero, con un mio scritto di qualche mese fa, che si intitola “les artistes”

    Il vero artista è colui
    che imbastardisce
    che si fa contaminare
    giorno dopo giorno
    dalla greve normalità
    della vita necessaria
    della vita senz’aria
    senza per questo abdicare
    e abiurare la propria arte
    qualunque essa sia

    Baci.
    Ernesto.

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