finito stop datevi all’ippica

Sono al tempio. Smetterò di tornarci prima o dopo. Smetterò di scrivere di libri che non ho mai letto. Oppure comincerò a leggere sciocchezze, or bene, aspettatevi la cattiveria, mi spiace, sul serio. Gesticolo. Il pederasta chiede soldi ai passanti. Ehi, non facevi il posteggiatore una volta? Finge di non sapere, non sentire. Hei, non chiedermi da accendere allora, intesi? Mi guardo intorno e mi sento persino sollevata, non devo più mentire su cattivi libri, che anche a chiamarli libri mi sembra peccato. Non scrivete, andate per la vostra strada, co’ sta mania di scrivere. Finito, stop, datevi all’ippica, suonate il clavicembalo, esercitatevi con le polpette di riso o gli arancini. Mi avete stufato. Il pederasta fotografa una masnada di giapponesi con le infradito. Cercate nei post precedenti, e li troverete ancora, con i geloni ai calcagni. L’inglese che vende sushi al porto gira con una strana bici, con il Faust di Goethe nel cestello. Ma uno normale, no? Mi ha chiesto lo psicoterapeuta un bel giorno. Ho detto no. E poi uno psicoterapeuta non chiede così, così poteva chiedere un collega, uno scrittore di romanzi siciliani dove trovi dentro la Sicilia che ti aspetti, un marranzano, una guantiera di cannoli, una lupara. E noi destinatari dovremmo pure saltare sulla sedia e gridare al capolavoro: inaudito inaudito, scandendo bene le lettere, qui siamo di fronte al più grande romanzo del secolo sulla Sicilia delle carraie, anzi no, delle trazzere, delle coppole conficcate sulla nuca di poveri diavoli, di donne beghine, nere, con la pelle raggrinzita da fare schifo. Ma chi sono costoro? Li avete mai visti? Su, la verità. Per favore per favore. Chiuso, massimo 50 righe, taglio basso, o una breve senza foto. Abbiate pazienza.

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3 thoughts on “finito stop datevi all’ippica

  1. elio grasso

    la fine della vita bassa che qui trovi e ritrovi insiste che non si può essere che così. il dolore non è una sindrome, ma la perdizione perduta, l’angolo-cottura per l’anima.

  2. sì anche io penso che talvolta è meglio darsi all’Ippica 🙂 Il tuo psicoterapeuta mi fa tenerezza.. ( non so se sia un bene!)

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