Le nostalgie visionarie e il volo terrestre di Blecher

Andare a capo

La rubrica di Elio Grasso

Max Blecher, rumeno ammalato di tubercolosi spinale e morto a soli ventinove anni. Due romanzi, fra cui questo Accadimenti nell’irrealtà immediata (Keller editore), e alcune poesie. Esistenza trascorsa quasi sempre a letto (come accadde, per altri motivi, al grande Bousquet), mente febbricitante per la sua alta (o bassa, a seconda dei modi di pensare) ed efficiente predisposizione alla visionarietà. Di cui il quotidiano è saturo, se soltanto una mente selvaggia osa sfiorarlo. Il protagonista è cosciente di quanto certi odori e certe trascendenze femminili scatenino in lui deliqui fortissimi e orgasmi (anche se il termine non viene mai citato) parossistici. L’odore nauseabondo della putrefazione dovuta alla calura lo fanno precipitare in stagni d’acqua, ben distante dai compagni d’avventura.copertina-max-blecher.ai La seta frusciante delle calze di una donna intenta alla toilette. Questi accadimenti, uniti al chinino prescritto dal medico che diagnostica “paludismo”, immettono feroci e fitti flash nel corpo di questo alter ego il cui nome altro non può essere che lo stesso Blecher. Le descrizioni da entomologo delle caverne abitate dall’anima, ne fanno un fiduciario di alcuni surrealisti, e i paragoni si sprecano. Non abbiamo i mezzi per indagare queste profferte commerciali, che citano addirittura Kafka, ma di certo il volo molto “terrestre” di cui questo romanzo è intessuto, anche se di romanzo non si tratta (se mai di un richiamo perentorio alla realtà di farsi fantasia), toglie ogni sospetto di tentata costruzione di una leggenda. La visceralità fotografica della scrittura, l’irradiazione del pensiero febbrile sulle cose quotidiane, mentre il mondo non sembra vero ma proiezione dei farmaci, fanno di questo libro un’esperienza dall’esito propizio. L’ingestione di una quantità di medicina, sicuramente psicotropa, getta il protagonista nella verità delle sue visioni diurne, e la coscienza ne viene nutrita, il deliquio si trasforma in acquisizione certa del vero. Al risveglio le donne sono donne, e il desiderio è desiderio. Da qui la scrittura è cibo brillante, simbolo di un continuo risveglio dal sogno. Risveglio come basso continuo del lavoro di Eros, troncato dalla morte.

 

Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para.Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para.

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