Io e Bibi

Sono tornata da un pomeriggio di sole, ma ho preso anche molto freddo, ho camminato a lungo, con un’amica, Bibi, ex attrice di teatro. Ci siamo sedute sulle panche di un parcheggio sul mare. Abbiamo deciso di tornare alla marina, malgrado il vento, abbiamo notato la stessa villa, al centro della città, antica, demodé, ci siamo fermate incantate, come sempre. La mia amica ha suonato il citofono e un anziano è venuto ad aprirci. Chi siete, ha chiesto, con molta naturalezza. La mia amica  vorrebbe visitare il giardino, dico, perché ha visto un roseto. L’anziano non ha fatto una piega, ha solo aggiunto: sono vedovo. La casetta è vecchia di mezzo secolo almeno. Le stanze son tenute bene, sogno qualcosa di domestico, accuso la nostalgia di cose che non mi appartengono più. Sono una vedova bianca in fondo. La mia amica raccoglie alcuni limoni dall’alberello in giardino, l’anziano la lascia fare, sorride alla nostra curiosità. Quando torniamo al parcheggio sul mare, la mia amica chiede a un tizio di farci una foto. Odio le foto, no. C’era ancora un po’ di sole.

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