La noia rimane un problema

Sono andata al bar e invece le vecchine mi aspettavano al tempio. Non vengo no, hei, sono qui, fischiai come solo i mandriani possono, due dita in bocca. Non è uscito il suono che immaginavo. Al bar il rimestio delle stoviglie mi ispirava mortalmente, la noia rimane un problema sapete, le anziane sanno esercitarla bene, beate loro. Come si fa? Senza altre attese, come si fa a un certo punto della vita? Mario del bar mi dice che l’amico trema, di uno strano tremore, sappiamo entrambi di che si tratta, per questo teniamo lo sguardo a terra e non ci guardiamo per non confermare l’uno i timori dell’altro. I miei amici sono pochi, spesso sono deboli, di una debolezza privilegiata, piena di risorse, sono narcisi sul pelo dell’acqua, o gigli ai piedi della Croce. Non so, dico a Mario, mi sembra di aver perso, lui chiede: perché? Avevo un lavoro, mi pare di averlo perso, cioè non so, mi hanno mandato a casa. Mario dice: fai altre cose, no? Sì, dico, cose belle, sul serio. Un giorno tornerò, un giorno vinco e torno. Dove vai chiede Mario. No niente, dico, vado a casa.

(continua)

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