oggi è di nuovo primavera

Sparissero pure tutte le rondini del cielo, la primavera si annuncerebbe comunque. Lo penso ancora, ringrazio ancora il teologo che me ne diede certezza. Oggi è uno di quei giorni in cui la vita di prima torna a mostrarsi di nuovo un po’ spavalda, allora riconosco il dolore che oramai mi è diventato amico, con cui mi sono coperta mille volte, rannicchiata come un feto. Rivedo la mia casa, le mie tende chiare in camera da letto, sollevarsi per il tiepido venticello di aprile, il sole alla finestra, la grande sala con uno strano lampadario, le foto alle pareti. Batte tutto sulle tempie, poi volto lo sguardo altrove, ripiombo nel tempo che è di adesso, distante anni luce da quella donna. E così dopo aver passato in rassegna i miei incubi, che invece furono i giorni migliori di cui potevo disporre, ritorno qui. Penso a Adam anche, ad Alberto, e non ci credo ancora che sono morti, e torno qui.

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