Ana Novac: come un Paese che non c’è

♠ Lo scaffale romeno

di

Eliza Macadan 

Oggi, 31 marzo, quando scrivo queste righe, si compiono tre anni dalla scomparsa di Ana Novac.

Eliza Macadan, nata a Bacau, in Romania, nel 1967. Risiede a Bucarest e a Roma. Ha esordito nel 1988 sulla rivista mensile di cultura romena «Ateneu». Bilingue, fin dalla sua prima raccolta, Spatiu auster (Edizioni Plumb, Bacau 1994), Eliza Macadan ha scritto e pubblicato in romeno e in italiano. L’edizione italiana della silloge del 1994, Frammenti di spazio austero (Libroitaliano, Ragusa 2001) ha ottenuto il premio romano “Le rosse pergamane” nel 2002. Hanno fatto seguito In Autoscop (Edizioni Vinea, Bucarest, 2009); La Nord de cuvant (A Nord della parola, Edizioni Tracus Arte, Bucarest 2010) e transcripturi din constient (trascrizioni dal cosciente, Edizioni Eikon, Cluj Napoca 2011). Giornalista professionista, è stata corrispondente in Italia per varie testate romene. È membro dell’Usr (Unione Scrittori della Romania).Nel 2012 ha pubblicato il volume “Paradiso riassunto” (Joker Edizioni). In uscita: “Anotimp suspendat” (Stagione sospesa), Edizioni Eikon, Cluj Napoca, 2013

Eliza Macadan, nata a Bacau, in Romania, nel 1967. Risiede a Bucarest e a Roma. Ha esordito nel 1988 sulla rivista mensile di cultura romena «Ateneu». Bilingue, fin dalla sua prima raccolta, Spatiu auster (Edizioni Plumb, Bacau 1994), Eliza Macadan ha scritto e pubblicato in romeno e in italiano. L’edizione italiana della silloge del 1994, Frammenti di spazio austero (Libroitaliano, Ragusa 2001) ha ottenuto il premio romano “Le rosse pergamane” nel 2002. Hanno fatto seguito In Autoscop (Edizioni Vinea, Bucarest, 2009); La Nord de cuvant (A Nord della parola, Edizioni Tracus Arte, Bucarest 2010) e transcripturi din constient (trascrizioni dal cosciente, Edizioni Eikon, Cluj Napoca 2011). Giornalista professionista, è stata corrispondente in Italia per varie testate romene. È membro dell’Usr (Unione Scrittori della Romania).Nel 2012 ha pubblicato il volume “Paradiso riassunto” (Joker Edizioni). In uscita: “Anotimp suspendat” (Stagione sospesa), Edizioni Eikon, Cluj Napoca, 2013

Vent’anni fa. Parigi. Sono una giovane giornalista, in tirocinio presso varie pubblicazioni francesi. Redazione di Télérama. I padroni di casa mi chiedono come sia valutata Ana Novac nel mio Paese dopo la caduta del regime comunista. Alzo le spalle e confesso di non avere mai sentito il suo nome. Mi dicono quanto sia amata in Francia con le sue pièce di teatro e con i suoi romanzi.  Passo un pomeriggio intero nel centro di documentazione della redazione, telefono all’ editore Balland, chiedo il numero della scrittrice dicendo che vorrei contattarla per un’intervista, parlo al telefono con il segretario personale di lei, l’appuntamento è fissato per l’indomani. Nel piccolo e austero appartamento parigino di Rue Beaurepaire, abbiamo passato insieme due ore, nel mezzo di un pomeriggio di marzo. Due ore Ana ha parlato raccontandosi e rispondendo alle mie domande preparate in fretta dopo una velocissima ricerca. Le avevo confessato di non avere letto nulla scritto da lei e di non avere mai sentito prima il suo nome. Delle volte, bastano due ore per legare a vita con una persona. E’ successo così con Ana Novac. Tornata in Romania con la maggior parte dei suoi libri regalati da lei, ho provato a pubblicare l’intervista. Nessun giornale o rivista letteraria hanno inteso pubblicarla, perché si trattava di una sconosciuta. Almeno così mi è stato detto. Ci siamo tenute in contatto a lungo, con una telefonata che io facevo a Ana una volta all’ anno. Non ero più in Romania.

Nel 2009, qualche mese prima della sua scomparsa, Ana Novac mi ha ceduto i diritti per pubblicare la sua opera in lingua romena. Tutte le mie demarche sono state fino a questo momento vane. Nessuno reagisce in maniera positiva quando sente il suo nome. Nello scorso dicembre ho portato al Teatro Ebraico di Bucarest uno dei suoi migliori drammi, ambientati in un campo di concentramento (versione in traduzione romena, oltre alla versione francese). Mi ha ricevuta per questo la direttrice in persona, la famosa attrice Maia Morgenstern. Speravo almeno in un frammento di lettura per la Giornata della Memoria di quest’anno. Ma non è stato così. In Romania continuano a tapparsi le orecchie quando sentono il suo nome. Oltre ad aver lasciato dietro di sé un’opera importante, quando è uscita dal campo nazista ha scelto di tornare in Romania. Ma la Romania ha scelto di dimenticarla, dopo che ha abbandonato il Paese nel 1965, e di non ricordarla mai più. Non l’hanno mai dimenticata, però, i servizi segreti: ultimamente sono emerse prove del suo inseguimento. Quando l’ho conosciuta, a Parigi, aveva pubblicato da poco il suo libro “Comme un pays qui ne figure pas sur la carte”.  Per ironia del destino, dopo due decenni, Ana Novac rimane per la letteratura romena un autore che non esiste sulla sua mappa.

ANa Novac2Ana Novac (pseudonimo di Zimra Harsányi) – (1929, Dej – 31 marzo 2010, Parigi). E’ sopravissuta alla Shoah ed è rimasta celebre soprattutto per il suo diario  “I bei giorni della mia giovinezza”, l’unico sopravvissuto ai campi di concentramento. Era soprannominata “Anne Frank romena”, anche se Anne Frank descriveva eventi fuori dal lager, mentre Ana Novac scrive dall’ interno dei campi e continua anche dopo la liberazione. A undici anni è diventata cittadina ungherese in seguito al Trattato di Vienna. Quando aveva 14 anni è stata deportata dai fascisti ungheresi nei campi di concentramento di Auschwitz e Plaszow dove sono morti i suoi genitori e suo fratello. Dopo la Liberazione è tornata in Romania e ha acquisito nuovamente la cittadinanza romena. Lascia il Paese nel 1965, trascorre tre anni in Germania e poi si stabilisce a Parigi per il resto della sua vita, lasciando la Francia solo per passare qualche mese all’ anno sull’ isola di Skopelos.

Biblio:

I bei giorni della mia giovinezza, Ana Novac, Mondadori, 1998

I giorni felici della mia gioventù, Ana Novac, Mondadori, 1994

(Consiglio l’articolo di Gabriella Zucchini, su fuorilegge.org:      http://www.fuorilegge.org/component/content/article/1090, nda)

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