ero una ragazza

Poi un giorno provai il desiderio di tornare a essere una ragazza, con una vita da ragazza, lo studio, gli amici – sani – il pub, il cinema. Mi accorsi, a vent’anni, che avevo visto già tutto, le mattine al sert con Massimo, e i compagni che parlavano sempre di roba, i ricetta e quegli androni orrendi, bui, con le bacheche frantumate e gli inni dei writer e degli anarchici e le siringhe conficcate nelle crepe dei muri sbriciolati sotto i portici: non ne potevo più. E non c’è una foto di quegli anni, che mi ritragga in una posa da ragazza. Ne ho trovato una soltanto, ma è finta, come tutte le foto, non racconta nulla veramente. Volevo tornare a essere la studentessa che ero, le amiche del liceo avevano smesso di esserlo, certe scale sociali nell’adolescenza sono proprio crudeli, ero uscita dal giro, ne ero entrata in un altro, oramai ero bruciata. Una volta ridevo persino, con moderato coraggio. Così ho indossato una gonna di jeans, una maglia nera, scarpe rosse col tacco, ero di nuovo una ragazza.

 

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