Giovanni Cocco e il suo romanzo apocalittico

♣ Andare a capo

La rubrica di Elio Grasso

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La Caduta di Giovanni Cocco, Nutrimenti, pp. 228, euro 16,00

Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para.

Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para.

Il primo libro di Giovanni Cocco. Non mi sembra normale definirlo “romanzo”. Insomma, potrebbe apparire provocatorio. Il fatto è che oggi la catastrofe non può che essere tramandata di bocca in bocca e di porta in porta, in un fiume sporco e impetuoso di narrazioni. Città diverse e diversi anni, staccati e distanti nello spazio, ma tutto quanto stretto nel cerchio di una dimensione superiore che squarcia le esistenze, tramanda la cecità, consuma in un solo colpo attraverso l’ira dei popoli e la disobbedienza del singolo. Parigi, New Orleans, Atene, New York, Londra, Cairo, Bengasi: i tumulti della caduta dell’Occidente sono concepiti come violenti accadimenti personali, incidenti stradali, alluvioni, bombe, ogni evento risalta nel pensiero di persone dalla storia unica, tanto personale quanto appartenente a ognuno di noi. Le strade sono di tutti. Anche l’orrore. Una luce sinistra avvolge e comprime le nostre teste. Colui, che un attimo prima era accanto a noi, sparisce come se svaporasse  in un lampo di raggi gamma. Qualcosa di nuovo accade. E non è affatto funzionale al futuro dell’umanità. Qualcosa di nuovo ha scritto Cocco nel primo libro di quella che si annuncia come una serie di quattro episodi. Non sarei così sicuro del modello biblico a cui si riferisce l’autore, pur vero che nella Genesi originale accade di tutto, le deflagrazioni non mancano, e appare strano come si possa credere all’avanzamento cronologico dell’uomo inteso come specie. Se dovessimo affidarci a quanto Cocco sta scrivendo nella sua personale Genesi (così, in una nota, definisce l’opera presente e futura), probabilmente soccomberemmo preda dei fatti. Ma tant’è. Vedremo nei prossimi anni come i cicli pittorici realizzati fra Quattrocento e Cinquecento potranno ispirare la mente visionaria ma lucida di questo scrittore, tanto da lasciare qualche spiraglio in caso di catastrofe. Certo può esser facile indulgere all’ovvietà richiamando il nome di DeLillo, oggi però lo sguardo ha smesso di essere veggente, come d’altronde era necessario che fosse negli ultimi decenni del secolo scorso. Occorrono una camera digitale e una mano agile sulla tastiera del tablet per avere la storia più plausibile che si possa immaginare. E scrittori (naturalmente) in grado di operare una decisiva correzione di rotta.

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