sui colli tra Colpetrazzo e Sangemini

Mi sono stesa sul campo giallo. Ruote di fieno giacciono più in là. Sono i colli tra Colpetrazzo e Sangemini. Sorrido. Poi mi alzo, tengo al calduccio un pupazzo morbido, mi addentro nel sentiero del bosco, scalcio pietre e muschio per terra. Sono a Campo di Giove. Nonna mi chiama, Stella stella di casa, eccomi arrivo nonna, apro la porta, ultimo piano, ho il fiatone, dietro tre rampe di scale,  Tosca sta dabbasso nel suo giardino di aiuole. Alle sette della sera si sta in tavola, si cena per benino, diceva nonna. In cortile si concentrano gli odori delle cucine che sgusciano dalle finestre appena accostate. Sono a Terni, un palazzo popolare. Nonno faceva il maresciallo, ascolta la radiolina.

Oggi guardo le piccole famiglie, perché è sabato. Sono sola forse. Allora mi consolo con alcune letture e le parole di Elizabeth Van Gogh, che del fratello rammentava la solitudine in special modo. Sugli appunti di cui sopra bisognerebbe soprassedere, sono ricordi e basta.

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