poi accendeva lo chilom

Stavamo alla finestra, guardavamo gli altri, giù, eravamo curiose. Romina viveva in un quartiere popolare, la finestra era breve, dava sul rione del mercato, le imposte erano in alluminio, la luce e il buio fendevano la stanza senza incontrare alcuna resistenza. La stanza era nuda e accoglieva certo barlume del mondo astiosamente. Massimo mi aveva accompagnato in vespa, era strafatto, dimenticò persino di salutarmi, gli urlai dietro che era un idiota, che mi avrebbe perso. Massimo se ne fotteva. Non aveva tempo. Allora infilavo le cuffie nelle orecchie e ascoltavo la sua musica, sempre quella, please please let me get what i want. Salivo le rampe, Romina stava al quarto piano, apriva la porta, sorrideva con un sorriso da adulta, lo è sempre stata. Anch’io Romina, le dissi, sai anch’io sono stata una bambina vecchia. Romina rideva di un riso adulto, poi accendeva lo chilom.

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