non ci incontreremo mai

Il giovanotto incontrato al bar mostrava quella sfrontatezza che amavo da ragazza. Giovanotto: uso questo termine, per stabilire la distanza tra me e lui. Io sono una donna non dico matura, però. Lui è più giovane, le nostre strade non si incontreranno mai: asserzione da melodramma, mi scappa qualche volta, è la mia natura, sono ottocentesca, da romanzo d’appendice. Il giovanotto è ardimentoso (uso la lingua dei nonni), ha un viso strano, d’un tratto dimentico la mia età, torno ad avere vent’anni giù di lì. Non sono mai cresciuta. Prendo sempre le strade sbagliate, altra asserzione da feuilleton. Così rimango sola, siedo sulla panca, incontro la vecchina, mi abbraccia e dice: mi sei mancata. Mi passa una mano in fronte, come a cancellare una piccola riga, è l’abisso delle mie bugie. Trovati un brav’uomo, mi dice, il vedovo. Ma io voglio amare ancora, voglio sentire la vita, il battito della trepidazione scuotermi dentro.  Decido di non arrendermi, realizzo all’istante, rifiuto l’anello signore, immagino il mio tono severo dinanzi all’ammiratore anziano e ostinato. La prego, guadagni l’uscita. Allora un amico mi ha dedicato questi versi, sono di Alfred Tennyson: “E dunque non crucciarti, come una ragazza pigra, perché la vita è cosparsa di minuti peccati. Attendi: la tua ricchezza è raccolta quando il Tempo ha diviso la perla dalla conchiglia”. Sono io la perla? Magari lo fossi davvero.

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2 thoughts on “non ci incontreremo mai

  1. Renzo Marrucci

    La vita non è un esercizio muscolare cara… la sentirai se non invecchi il tuo spirito… e non coincide con l’età anagrafica… ma con la tua condizione interiore…

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