come farò da sola?

Questa è la fase: non ho più niente da dire. Ah bé, allora sta zitta va, ché non mancherai a nessuno. Ma non erano cose necessarie? Le cose che scrivevo dico. Sempre le stesse, i tuoi paranoici i tuoi sfigati, fedifraghi, i soliti impiastri, dai. Chi lo dice scusa?

Non erano cose necessarie.

Ho scoperto d’un colpo di abusare del vezzo che odio sopra ogni cosa: il compiacimento, la ridondanza cioè la retorica surplus. Non so nemmeno cucire, conosco un sol punto all’uncinetto che nonna aveva cominciato ad insegnarmi, se fosse ancora viva saprei darmi da fare in questo mondo. Avrei imparato a fare gli gnocchi, a scegliere le patate giuste al mercato, andavamo insieme con nonna, a Terni. Nonna sospirava a volte: come farai quando non ci sarò più? Come farai da sola? Certe notti mi sveglio con questa paura, che non ce la faccio, come farò, allora piango, temo la separazione. Non sono mai cresciuta.

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3 thoughts on “come farò da sola?

  1. Antonello Ferrara

    Alla domanda a mio nonno, che ha cresciuto me e le mie sorelle, “come farò da solo”, mi diceva sempre: “ce l’hanno fatta gli altri, perché non devi farcela tu”. E io continuavo: “ma come?”. “Come hanno fatto gli altri, non abbattendoti, avendo forza e fede. Ti ripeto, c’è l’ha fatta un’umanità intera prima di te, perché proprio tu non dovresti farcela”. Ed è proprio vero, la notte mi sveglio alle volte preoccupandomi di chi non ce la farà, a chi potrò dare il mio sostegno, come provare a dare un sosteno vero. Ma io, proprio io, non posso permettermi di non farcela… ce l’ha fatta un’umanità intera prima di me.

      1. Antonello Ferrara

        Io credo che tu sia brava in entrambe le cose, e soprattutto in grado di aiutarti.

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