I destini incrociati di Sebald

♦Andare a capo

la rubrica di Elio Grasso 

Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para.

Elio Grasso è nato a Genova nel 1951. Poeta, critico. L’ultima raccolta pubblicata è E giorno si ostina (puntoacapo, 2012). Ha tradotto Four Quartets di T.S. Eliot (Palomar, 2000), The Sonnets di W. Shakespeare (Dell’amore, Barbès, 2012), una scelta delle poesie di E. Carnevali (Ai poeti e altre poesie, Via del Vento, 2012). Scrive sulle riviste “Poesia”, “Pulp-libri”, “Steve”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva” e altre. E’ stato tradotto in inglese da E. Di Pasquale e in francese da J.-B. Para

Prose pubblicate postume nel 2003 (dal libro Campo Santo), immergono in qualcosa di più che una vacanza in Corsica. Sebald va direttamente dentro i confini allucinati di un territorio dominato da luci che precipitano “come dardi”, e dove le vestigia di antiche foreste passano dai dirupi al mare in un sol colpo, lasciando intendere che lì si possono vedere cose che altrove non stanno. Fino alla metà dell’Ottocento, nell’isola, i cimiteri non esistevano e i defunti consumavano l’oltrevita nei ritagli di terra antistanti le loro case, a diretto contatto con gli scampati. E se nulla possedevano, venivano depositati alla rinfusa in appositi pozzi. Questo ha reso la Corsica sede di eventi spettrali fuor di misura, e schiere di trapassati simili a fili di fumo ancora oggi vengono avvistati. C’è un’aria troppo luminosa e arida che sta intorno all’umano consorzio, questo avvince le anime facendole rivoltare in una movida ultima, vivi e trapassati arrivano al cancello sul mare che Sebald scopre in una foto giunta per posta. La vediamo all’interno del libretto e in copertina: dispersa immagine di una scuola di Porto Vecchio, ormai approdo della rovina temporale. In quel silenzio affiorano segni e ricordi che vorrebbero riconciliarsi, approfittando del desiderio mai sopito nell’autore di mettere pace col proprio inesausto vagabondare. Ad Ajaccio non si accontenta di ritrovare le consuete vestigia napoleoniche, scova perfino il racconto che Kafka fa circa le vicissitudini della salma imbalsamata, resa pubblica in passato ogni anno a favore degli invalidi che vi sfilavano davanti. Anche la corte di personaggi spettrali, che affollano la dimora dell’imperatore e i dintorni, naviga secondo le correnti d’aria, proprio come reliquia sfilacciata e un po’ raccapricciante. Sebald ci ha lasciato i destini incrociati di umani e foreste, in schegge di prosa (mirabilmente tradotte) indimenticabili.

SEBALD

W.G. Sebald
Le alpi nel mare
(traduzione di Ada Vigliani)
Adelphi, pp. 80, euro 6,00

 

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