troll

Non so da quale specie animale si siano riprodotti, qualcosa di deteriore, sono un insulto alla bellezza, a qualsiasi tentativo di bellezza. Sono il cancro dei blog, si chiamano troll, un esercito di non so come definirli che si dedicano all’insulto, di solito dimostrando piccola capacità di analisi, scarse conoscenze, una superficialità da (prendo in prestito la definizione di una cara persona) “liceali incarogniti” pari solo alla loro volgarità. Non esiste contraddittorio, è impossibile, hanno costretto scrittori autorevoli a chiudere i loro blog, sfiniti, pur di prendere le distanze da questo sterco che sporca il web. E non basta ignorarli, purtroppo. Il loro obiettivo sono le tenebre, loro stessi sono tenebre. Non ho voglia di aggiungere altro, mi sembra inutile, obiettivo raggiunto.

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8 thoughts on “troll

  1. chiaralorenzetti

    La cosa migliore è non dargliela vinta, continuare a scrivere. Nel mio caso ho una persona che mi perseguita e la vivo come un’oppressione alla mia vita. Posso solo immaginare la frustrazione di una persona che come te, è scrittrice.
    Non mollare.
    Ciao
    Chiara

  2. chiaralorenzetti

    Molte volte mi sono domandata, come te, perché lo fanno. Cosa ne viene nelle loro tasche? Che soddisfazione ad insultare, ad offendere? Non si accorgono che stanno sprecando il loro tempo? Forse è solo invidia….

      1. chiaralorenzetti

        Hanno un particolare talento: colpiscono le persone sensibili, come credo sia tu.
        Tra loro pari non si azzardano, riceverebbero un sonoro vaffa e sarebbero costretti a ripiegare su di sé, con la loro ignoranza.
        Vivili come persone inutili, un cancro da estirpare. Nutrili con la tua indifferenza, e vedrai che se ne andranno.
        Anche se, è una vera assurdità la mancanza di libertà che ci concede il web.

  3. chiaralorenzetti

    Scusa se mi sono permessa tante parole, ma è un fenomeno che mi tocca molto da vicino e con cui mi sono trovata proprio in questi giorni a confrontarmi. Ma non credo sia giusto dargliela vinta; è l’onestà intellettuale che deve vincere, non quattro deficienti ignoranti e maleducati.
    Ciao.

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