il prodigio di Morghella (Il Fatto quotidiano)

“IL FERRAGOSTO DELLA BELLA ITALIA CHE AIUTA I MIGRANTI”

(…)LA SPIAGGIA zittisce di colpo, la vita si ferma, anche sopra la baia; la vita si ferma, in paese, qualcuno avvista il golem, è giorno, è ferragosto, il golem è un’apparizione, da far tremare i polsi. Di colpo nessuno pensa al coraggio, a tutti però tocca di essere diversi; gli uomini sono neri, sono sagome che si agitano sul barcone, ma è ferragosto, non è notte, non è il canale dove muoiono come tonni, è una spiaggia, è un giorno qualunque anche. C’è ancora uno strano silenzio, da far tremare i polsi; le creature sputate dal golem parlano la lingua di Babilonia, ognuno dei presenti avrà la certezza che l’evento è enorme e che nasconde un significato terrificante, che induce ad una pietà scandalosa come l’amore, una pietà biblica. Le donne si dispongono in fila, entrano in acqua, usano lo stesso passo, sono decise però, sorridono, cominciano a tendere le mani alle altre che tremano sul barcone, nessuno pensa al coraggio, benché la vita lo stia pretendendo in quel preciso momento, alle 11 del mattino di un giorno d’agosto, una pretesa corale, distesa come un immenso hijab sul capo di quegli uomini normali (…)

(…)Morghella è un luogo inaudito, sconfessa l’umanità che ci hanno raccontato in questi anni, chi sono costoro? Chi era quell’umanità? Un vecchio in canottiera, un vecchio nero profugo clandestino, tentenna accompagnato da due ragazzoni, uno con gli occhiali, l’aria da bravo studente, il vecchio è al sicuro, ha le lacrime agli occhi, o le abbiamo noi che li guardiamo da qui. Oggi il presidente Napolitano esulta. “Questa è l’Italia migliore”. Così è stato: gli uomini aspettavano a prua, nel golem fissato alla cima, ammutoliti, mentre si compiva ogni cosa; gli altri smettevano di essere gli altri, da qualunque parte si osservassero, ognuno era un po’ più libero.

p.s. La versione integrale dell’articolo potete leggerlo nell’edizione de Il Fatto Quotidiano di sabato 17/08/2013.

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