l’amore

La vecchia al tempio mi parlava del nipote ai domiciliari. Sì sì, annuivo, povero ragazzo, e mentre parlavo, pensavo ad altro, alle maledette assenze, chè quelle contano di più. Così passava l’ebreo e io fingevo di non vederlo, la vecchia parlava ancora, udii una specie di sussurro fastidioso, la vecchia pronunciava quasi covandolo: amore, chistu è amuri. Non che io sia fatta per il dialetto, ma era davvero antico tutto ciò, persino l’idea che stavo perdendo tutto, i miei amici – possiamo dire –  erano abbastanza stanchi di procedere oltre con le medesime meschinità che poi chiamiamo fatti della vita. I miei amici, il professore e l’ebreo, avevano deciso di metterci un punto, bevevano, rivendicando oscure ragioni all’inedia. Ridicolo. Non sono in grado di raccontare fedelmente le cose, adesso ho un certo pudore, almeno da queste parti evitano di insultarmi però. Ma è ridicolo che si sia dato al bere persino l’ebreo, lui sapeva da quale razza di storia venivo fuori, era proprio un dispetto. Lo è. E non ho nessuna colpa, l’amore ci coglie così dove stiamo, non perché siamo più buoni, non perché siamo più cattivi. Non possiamo fare altro che essere crudeli.

(continua)

http://youtu.be/rRbyZ3eD-9M

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