Yurek, Gregorio, Jaruzelski

“I vecchi più in là alzavano la voce, discutendo per qualcosa, ed era tutto molto simile a certi conviti domestici e Yurek ricordava ancora e anche fuori la bettola di Zdunek era così, si litigava bevendo, si era uomini, si apparteneva a qualcosa. Yurek era un militare, conosceva la disciplina e l’amor proprio. E la sua solitudine lo colse d’inganno, ecco tutto. Quando aveva cominciato a perdere? Quando aveva cominciato a sputare sul suo Paese, sul suo partito? Viva il socialismo, berciò. Jaruzelski lo guardava senza colpa, gli occhi una fessura”.

Il resto puoi leggerlo qui, nel blog del Fatto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/05/libri-solitudine-almeno-prima-si-apparteneva-a-qualcosa/766647/

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3 thoughts on “Yurek, Gregorio, Jaruzelski

  1. marina bisogno (@acolpidipenna)

    Scritto bene, mi piace sempre leggerti. Sono contenta che siano i ragazzi a leggerti. Una volta una ragazzina trovò in rete il mio blog e un mio racconto: mi scrisse 1 email per dirmi la sua e fui contenta per poco, che è molto, invece. Ieri sono andata a teatro, nel foyer c’era una libreria, campeggiava miller in bella vista. Ho pensato a te, alla scrittrice siciliana, incazzata nera e dagli occhi belli.

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