questo mio mondo

Prima di dormire, sono tornati a trovarmi, con certi sorrisi, la loro indulgenza, il loro amore. C’era lui, sparito chissà dove, poi l’amico ebreo, il professore. E’ stato terribile, vorrei non pensarci più. Questo mio mondo è finito. Mi mancano le parole. Posso soltanto tradurre quel che tutte le volte dico in un sussurro, pensando a loro, era un patrimonio umano, uso proprio la parola patrimonio, la ripeto patrimonio. Niente mi era dovuto, ed era moltissimo, avevo moltissimo. Continuano a mancarmi le parole, mi trascino alla fine del post. Così attraverso il tempio, guardando a terra, temendo il solito paesaggio, i passanti anonimi, e realizzo il mio privilegio. Visto quanto hai vissuto, dico tra me e me; visto quanto amore hai avuto, quanti giorni speciali. Altri pensieri non li traduco, sono ingiusta, vorrei metterci un punto e salutare tutti.

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One thought on “questo mio mondo

  1. marina bisogno (@acolpidipenna)

    In questi giorni mi sto concentrando molto sull’enunciazione del dolore. Ho letto un libro di cui scriverò, e mi sei venuta in mente pure tu. Raccontare il dolore non è facile. C’è dolore e dolore, comunque, e qualunque genesi abbia, la parola rischia di banalizzarlo. Il tuo approccio è atemporale, antico come l’uomo. Sempre vera sei Tomassini. Se un giorno passerò da Siracusa, vorrei stringerti la mano. Sono stata nella tua terra una sola volta. Faceva un caldo di pazzi. Ciao, buona domenica da Napoli. Ascolto Mogwai – Take Me Somewhere Nice

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