Come l’Andreina di Moravia

(…)Mary covava la stessa disperazione dei sensi, una così efferata ripugnanza della vita meschina e ordinaria, tale da renderla del tutto simile a un personaggio letterario oppure a un’eroina ottocentesca. Pensavo a lei come all’Andreina di Moravia de Le ambizioni sbagliate. A guardarla dal ballatoio di un condominio popolare, io e Romina eravamo certe che fosse nata per lasciare agli altri il tedio e la moralità, che in lei piuttosto rifulgiva l’ebbrezza di un disordine morale tanto da assoggettarla a un suo disinibito Olimpo; per noi Mary era la peggiore delle donne eppure anche la migliore, e meritava la nostra invidia.

Il resto potete leggerlo nel blog de Il fatto Quotidiano, qui:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/06/storia-di-una-donna-sola-in-periferia/803095/

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