il libro della mia vita secondo Di Blasi

Ci sono libri che cambiano la vita, ci sono i libri che abbiamo amato e basta o odiato anche. Vale per tutti, per chi scrive forse in una maniera diversa, è possibile. Ho chiesto dei suoi libri a Eduardo Di Blasi, giornalista, vice-caposervizio de Il Fatto Quotidiano.

<Allora quest’anno sicuramente il cupissimo “La strada” di Cormac McCarthy e uno di Aldo Giannuli su come i servizi segreti usano i media (utile, anche se scritto in un italiano privo di revisore di bozze). Ce n’è uno poi (adesso non ricordo l’autore, mi pare che l’edizione fosse E/O), intitolato “La Scogliera” che è stato una specie di pugno nello stomaco e mi ci sono assai immedesimato (girava tutto attorno alla domanda “come ho fatto a salvarmi?”, sfogliando le sfighe di famiglia che si erano succedute fino a quella scogliera). Fondamentalmente leggo saggi di storia/politica e cazzabubbole poco impegnative. Il libro della mia vita è stato “Bar Sport” di Benni, nel senso che, letto in adolescenza, mi ha fatto capire che si poteva anche far ridere con le parole (ne seguirono alcune scarse prove di scrittura ironica, sempre dedicate a qualche “fidanzata” che apprezzava con alterne fortune). Su questo filone ho adorato “Nessuna notizia di Gurb” di Eduardo Mendoza e “Sotto il culo della rana, in fondo a una miniera di carbone” di Tibor Fisher. Poi l’intera opera coloratissima di Amado e (di contro) l’opera omnia di Fernand Braudel (ho studiato storia e ancora mi appassiona)>.

p.s.  E i vostri libri?

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