Le biografie, Williams, la Nemirovsky, tutti i libri di Grazia

di Grazia Verasani
Mi piace molto la collana di Castelvecchi dedicata alle biografie, e ho amato in particolare quella di Irving Stone su Jack London, scrittore da me amatissimo e di cui non mi stanco mai di rileggere “Martin Eden”. Ma ho anche apprezzato “La vita di Cechov” di Irène Némirovsky e “Ritratto di una poetessa” di Stefan Zweig su Marceline Desbordes-Valmore, che ahimè non conoscevo. Sempre in tema di biografie, mi è piaciuta “Oriana Fallaci, una donna” di Cristina De Stefano, mi ha fatto scoprire molte cose che non sapevo su questa grande, aspra e combattiva giornalista e scrittrice.

Grazia Verasani

Grazia Verasani (Bologna, 1964) ha esordito ventenne con alcuni racconti apparsi sul Manifesto nella rubrica “Narratori delle riserve” a cura di Gianni Celati. Il suo sito è http://www.graziaverasani.it

Tra i romanzi letti e regalati agli amici non può mancare “Stoner” di John Williams, che racconta con intensità mirabile la quotidianità di un “uomo senza qualità” nell’arco di un’intera esistenza; e “La casa tonda” di Louise Erdrich, romanzo emotivo in tinta noir, molto affascinante e ben scritto. Poi “Notturno” di Helene Humphreys, scrittrice e poetessa da me molto amata e di cui consiglio anche il suo capolavoro ”Cani selvaggi”: una scrittura asciutta, essenziale e al contempo lirica. In “Notturno” racconta la morte del fratello pianista, ed essendo anch’io pianista, lo consiglio soprattutto a chi ama la musica. Certo, è un romanzo sulla morte, spietato e commovente, ma anche decisamente profondo e catartico. Ho anche adorato “Felici i felici” di Jasmine Reza, scrittrice e drammaturga già prestata al cinema con Polanski.

Ultimamente, grazie alla ristampa negli Oscar Mondadori, ho scoperto un giallista di razza, Renato Olivieri. I suoi gialli sono ambientati a Milano e mentre li leggevo mi sembrava di essere lì: ho amato e conosciuto meglio Milano grazie a lui. Consiglio in particolare “Il Caso Kodra” e “Largo Richini”.
Delusioni? Senza dubbio gli ultimi romanzi di Hanif Kureishi. Di italiani, quest’anno, a parte Walter Siti e il suo amarissimo “Resistere non serve niente” sono a corto di titoli. Troppi best seller ammiccanti, sentimentalisti, di cui non riesco a farmi piacere né lo stile né il contenuto. C’è poco sforzo editoriale nello scoprire autori originali, il mercato soffoca di titoli e di confusione, ma a parte “Elisabeth” di Paolo Sortino o “Back stage” di Gilberto Severini, niente mi ha colpito particolarmente.
Non amo nemmeno quei romanzi a metà tra la biografia e il sociale, che interpretano la realtà italiana con uno sguardo da caninità sciolta, tra la riflessione postideologica e un certo cinismo “romantico” e autoreferenziale.                                                                                 Mi piacerebbe un ritorno alla fantasia…  
   
 

_MG_0846BNGrazia Verasani  ha pubblicato finora dieci libri, tra cui Quo vadis baby? che è diventato un film di Gabriele Salvatores nel 2005, e a cui è seguita una serie televisiva in sei puntate per la regia di Guido Chiesa. Gli altri romanzi con l’investigatrice privata Giorgia Cantini sono Velocemente da nessuna parte e Di tutti e di nessuno (entrambi Tascabili Feltrinelli). Per Feltrinelli è uscito nel 2008 Tutto il freddo che ho preso. La sua opera From Medea-Maternity Blues (Sironi Editore), più volte rappresentata in Italia e all’estero, è diventata un film nel 2012 per la regia di Fabrizio Cattani, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore di premi importanti tra cui  quello intitolato a Tonino Guerra per la migliore sceneggiatura al BIF 2012, e due Golden Globe della stampa estera. I suoi romanzi sono tradotti in vari paesi.  All’attività di scrittrice e sceneggiatrice affianca quella di musicista. Ha studiato pianoforte classico e collaborato con diversi artisti. Nel ’95 ha vinto il Premio Città di Recanati per la canzone d’autore, cui è seguito un cd prodotto dalla BMG e il più recente Sotto un cielo blu diluvio (NdA). Per il teatro ha inoltre scritto il monologo Vuoto D’aria (Transeuropa editore) e Vincerò sulla vita e la carriera di Luciano Pavarotti, recitato da Giuseppe Battiston, Giancarlo Giannini e Michele Placido. Il suo ultimo romanzo è Cosa sai della notte (Feltrinelli, settembre 2012). Nel 2013, per Gallucci, è uscita la raccolta Accordi Minori

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