Stefano Piedimonte: brava la Ciabatti, Formaggi e De Giovanni.

di Stefano Piedimonte

Fra i libri che ho avuto il piacere di leggere nell’ultimo anno, cerco di rammentarne qualcuno che mi abbia lasciato un ricordo particolarmente buono. Il primo che mi viene in mente è il romanzo d’esordio di Francesco Formaggi, “Il casale”, pubblicato da Neri Pozza. Francesco ha il dono particolare di saper mostrare l’orrore, il grottesco che si agita negli esseri umani scoperchiando piccole botole sulla loro coscienza, oppure consentendoci di spiare dal buco della serratura. Non rivela mai l’abominio in tutta la sua mostruosità, ma lo fa intuire, lo disegna in controluce, ed è questo il suo modo di tenere il lettore incollato alla pagina. “Il casale”, dunque, è un libro che consiglio a tutti.

Stefano Piedimonte ritratto da Gigliola Chistè

Stefano Piedimonte ritratto da Gigliola Chistè

Maurizio de Giovanni è uno scrittore dal talento straordinario. Il suo “I bastardi di Pizzofalcone” è un esempio di perfetta fusione fra l’abilità nello scrivere, nell’usare il linguaggio con una cifra personalissima, e quella di creare storie complesse ma dall’architettura cristallina, limpida. Non è facile incontrare scrittori del genere. Consigliare i libri di Maurizio può apparire perfino naif, visto che è uno degli autori più letti d’Italia, però, ecco: se per assurdo non lo conoscete ancora, sbrigatevi. Fra gli italiani, ancora, un libro che mi ha colpito molto è “Il mio paradiso è deserto” di Teresa Ciabatti. Ho trovato la storia della protagonista, una ragazza figlia di un grosso imprenditore, spirito inquieto che si dimena sgraziatamente tra i fasti dell’agiatezza economica, di un autismo straziante. Questo romanzo esprime in modo magistrale la chiusura e la rabbia ferina di un’ adolescente, raccontando al contempo i vizi e le perversioni di una classe imprenditoriale che sa gestire benissimo i capitali ma malissimo la propria testa. Romanzi stranieri: mi dispiace replicare. So che già ne ha parlato Gian Paolo Serino su questo stesso blog, ma quando hai la fortuna di incontrare testi così belli, allora è anche normale essere d’accordo – probabile, fra l’altro, che l’abbia letti perché consigliati dallo stesso Serino – e quindi: 1)Canada”, di Richard Ford, che racconta in maniera splendida la storia travagliata di due ragazzini i cui genitori decidono di rapinare una banca. 2)Stoner”, di John Williams, un autore magnifico i cui romanzi sono arrivati da noi, purtroppo, soltanto recentemente, grazie alla casa editrice Fazi la cui passione immagino sia stata ampiamente ripagata, visto l’enorme consenso e le ottime vendite ottenute da questo testo. “Stoner” è una storia dalla trama assolutamente ordinaria, mai strillata, mai eclatante, che vive dei piccoli e graduali sviluppi della vita del protagonista, raccontati con una delicatezza e un’eleganza rarissime. “La deriva dei continenti”, di Russel Banks, è un capolavoro. Credo di andare sul sicuro, consigliando di leggerlo, perché, voglio dire… se a qualcuno non piace, davvero non posso farci niente.Ora il momento delle risate. Prendetemi pure per il culo, ma ho aspettato il 2013 per leggere “Il grande Gatsby”. Me ne vergogno un po’, ma ho deciso che la sincerità è un valore importante. Quindi, dicevo, ho aspettato di avere 33 anni per leggere “Il grande Gatsby”. Mi raccomando, non fatelo a casa.


piedimonte

Stefano Piedimonte è nato nel 1980 a Napoli e si è laureato all’università “L’Orientale”. Ha lavorato per quotidiani, settimanali e trasmissioni tv occupandosi principalmente di cronaca nera. I suoi articoli e racconti sono pubblicati su Il Fatto Quotidiano, Corriere delle Sera, Satisfiction, Corriere del Ticino, l’Unità e altri. Con Roberto Saviano ha portato in scena lo spettacolo “Comicamorra” a Pordenonelegge 2013. Per l’editore Guanda ha pubblicato “Nel nome dello Zio” (2012) e “Voglio solo ammazzarti” (2013).

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