Su vibrisse

“(…)Quel diario l’ho imparato a memoria, letto e riletto negli anni, convinsi la mia prof di italiano durante le scuole medie perché potessi leggerlo alla classe, ai compagni. Qualcuno si addormentava sulla mia voce che era quella di Christiane. Alla mia amichetta R. piaceva moltissimo la mia voce.

R. è finita in un brutto giro, fu un’eroinomane. Non è morta. Non posso sentirmi responsabile, abbiate pazienza. Chi ha amato Christiane ha avuto una vita strana. La compagnetta di banco A. invece non si è fatta, ha conosciuto un tizio a vent’anni, le è morto di overdose tra le braccia. Su di me, lascerei perdere, sono indifendibile, è una storia lunga, davvero(…)”.

Il resto del racconto potete leggerlo sul blog dello scrittore Giulio Mozzi, qui: http://vibrisse.wordpress.com/2014/01/20/la-formazione-della-scrittrice-2-veronica-tomassini/

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2 thoughts on “Su vibrisse

  1. manu

    e l’ho letto, ‘sangue di cane’. (poi ho letto anche ‘il polacco Maciej’). i profeti delle panchine.

    wikipedia alla mano, per vedere dove sono tutte le città polacche che nomini. ho ascoltato Szelem, dalla voce di Esma Redzepova, ho guardato sulla cartina la distanza tra Radom e Siracusa. che c’azzecca, ho pensato, Radom con Siracusa. perchè uno parte da lì e arriva là, e incontra chi. la Storia, certo, ma perchè.
    nella storia, confesso che quando, dall’entrata est del parco, iniziava ad avvicinarsi quella figurina sottile e un po’ incurvata, ho tirato un mezzo sospiro anch’io, non definitivo, ma almeno mezzo.
    la lingua. è un veicolo importante. ho cercato di immaginare i suoni, gli accenti, le voci, le facce, leggendo le parole polacche che ho trovato. mi piace, quando posso, ascoltare le voci di chi non parla la mia lingua. ma cosa vuol dire, esattamente, misék?

    non ho mai letto Marek Hlasko. leggerò.
    beh, grazie, per la forza, per questo attraversamento poetico.
    manu, ciao

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