Trent’anni in otto libri

di Marina Bisogno

Marina Bisogno è giornalista pubblicista. Lavora nel campo della comunicazione e delle relazioni pubbliche, ha collaborato per anni con la pagina culturale del Corriere Nazionale, ha scritto per il Mattino e la Repubblica di Napoli. Se non legge, scrive. Recensisce libri per Satisfiction e ha ideato, insieme a Marco Melillo e Francesco Bove, il blog  C’è vita su Marte. Suoi racconti sono on line su Unonove.

Marina Bisogno, giornalista, ha collaborato per anni con il Corriere Nazionale, ha scritto per il Mattino e la Repubblica di Napoli. Recensisce libri per Satisfiction e ha ideato, insieme a Marco Melillo e Francesco Bove, il blog C’è vita su Marte. Suoi racconti sono on line su Unonove.

Esistono svariati criteri per raccontare un libro. Da anni mi diverto a scrivere consigli di lettura, mi concentro sui punti di forza di un testo, sull’opportunità di buttarcisi dentro. Adesso, in questo post, imbocco un’altra direzione, personale: associo alcuni momenti dei miei trent’anni alla storia che leggevo nel frattempo. Una specie di tracklist libraria. I titoli che ho tirato fuori dal cassettone non sono tutti altisonanti, precipui per la formazione. È una scaletta pop la mia, tra letteratura e narrativa.

Eccola:

 Piccole donne di L.M. Alcott

Non avevo compiuto dieci anni. Ero una bambina irrequieta, anche taciturna, già prigioniera dei miei giorni e dei miei non luoghi. Mia madre mi regala il romanzo. La magia si compie in un attimo. Vivo con le quattro sorelle, la noia, sentimento spaventoso, sfuma. Si spegne.  Già radicata nelle fiabe e nelle favole della prima infanzia, prende forma una passione, oggi un modo di essere. Piacere: mi chiamo Marina, ho 30 anni e mi nutro di storie.

 

La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini e Di noi tre di Andrea De Carlo

A scuola leggo Pavese, Pascoli, Leopardi, Foscolo, Quasimodo. A casa l’adolescenza corre sulla parole di Dacia Maraini e di Andrea De Carlo. Le frasi, i punti di vista alimentano la mia coscienza, senza ingrassarla. Stuzzicano l’osservazione. Cresco e leggere conta più che mai.

 

La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani

La laurea è vicina e ho ripreso a leggere libri, oltre quelli didattici. Ritorno ai romanzi e ai racconti dopo la storia con L.: ho un sacco di tempo libero, e il cuore ammaccato. Cerco un’indicazione, una parola di conforto e una sferzata. All’università un amico si accorge che ho una predisposizione per la scrittura. Mi consiglia questo libro. Poi ci laureiamo con il massimo dei voti. Dietro di noi un carosello di mattinate a discettare di viaggi, di vita, e di notti nel cuore di Napoli a ballare e a sorseggiare birra. È il tempo delle parole, delle citazioni dai romanzi prediletti e delle canzoni rock. Ho 25 anni e tutto va bene.

Le affinità elettive di Goethe

L’edizione Fabbri spunta da una scatola rossa disseminata di pout pourri. M.M. mi porge il romanzo per stabilire un contatto oltre le chiacchiere: è l’inizio della nostra affinità. Quella che attendevo, zitta.

 Camere separate di Pier Vittorio Tondelli

Giorni a inseguire un sogno: essere altro da quel che faccio, frattanto che spreco le energie in un Tribunale. Voglio solo scrivere, e soffro.  “Camere separate” e Tondelli mi confortano. L’estraneità di Leo rispetto alle convenzioni, ai si deve fare perché così fan tutti, è la mia.  Più il personaggio di Leo viaggia dentro e verso se stesso, più arranco, più non riesco a staccarmi dalle pagine, col rischio di dimenticarmi di scendere dal treno. Capisco che senza storie non esisto, che la marginalità non è sempre un male, che il silenzio genera storie.

Mandami tanta vita di Paolo Di Paolo

Estate 2013, Napoli è una cappa di sole e umidità. Pare ci sia un coetaneo che fa lo scrittore, è bravo mi dicono, ha scritto una storia bella, ambientata negli anni Venti, ma pare attuale. Racconta di attivismo politico e di giornalismo, di libertà di espressione, di cultura, di coscienza civile. Le parole di Paolo Di Paolo sono di luce. Le leggi e impari, le leggi ed introietti un mondo. Vado in spiaggia e Moraldo, voce narrante, e Piero sono con me.

Il commesso di Bernand Malamud

Dicono che a trent’anni hai il mondo in pugno, che non hai più scuse, che devi fare il possibile per essere ciò che vuoi. Io questi proclami cerco di onorarli, ma non è tutto così automatico. Mi ritrovo con domande complesse, e le solite risposte neanche le ascolto. È il 25 aprile di un anno qualsiasi e vado in libreria, tanto per cambiare. Cerco segnali tra gli scaffali e scelgo “Il commesso”. Scelgo la semplicità, la bellezza delle verità assolute che passano attraverso la sofferenza. Scelgo la vita e la letteratura.

E voi, se vi chiedessero di abbozzare la lista dei libri che hanno accompagnato certi giorni, cosa raccontereste? Sono proprio curiosa!

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