Raimo e Pincio, sdoganare facebook

Quando leggevo i dialoghetti dello scrittore Christian Raimo su facebook, l’alienazione di quel professore che cercava disperatamente la compagnia dei suoi alunni, rivelando tutta la fragilità e la debolezza dell’uomo del nostro tempo, sorridevo, partecipavo e pensavo: il nuovo romanzo, il grande romanzo, dovrà passare da qui, dai social network. E sarà un compito gravoso e audace, sdoganare facebook, tirarlo dalle secche delle sciocchezze, delle piccole conversazioni no-sense o iper polemiche, liberarlo dal falò delle vanità, trasformarlo in qualcosa che attenga a noi, all’evoluzione, al mondo. Il nuovo romanzo non avrà un must, sarà il non romanzo, sarà la nostra vita in pappa, contagiata da un tempo liquido, dalla percezione estesa e iperconnessa, dal nostro io corroborato e falso. Ma sarà da qui che tutto esaudirà da adesso in poi. Non cercate il nuovo romanzo nella vita vera, cos’è la vita vera dopo facebook? Così Christian Raimo e Tommaso Pincio saranno pionieri, in un certo senso, perché ancora la letteratura non è entrata a buon diritto nel cortile della rete, dico veramente. I loro status diventeranno un libro. Pincio non lo conosco, gli ho chiesto il contatto tanto tempo fa (uno dei pochi al quale lo chiesi) non lo ha mai accettato. Me ne sono fatta una ragione, dunque non lo conosco. Però leggo alcune cose attraverso i deliziosi siparietti ingaggiati con Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice, che proprio sui social network rivela la sua straordinaria capacità di tradurre il dramma, la solitudine, la noia di vivere, con una comicità laconica e addirittura commovente, non è una contraddizione. Gli status di Tommaso Pincio diventeranno un libro e anche quelli di Christian Raimo, dicevo. Ci sono molti autori qui su facebook, da Teresa Ciabatti a Carmen Pellegrino, che hanno trovato una soluzione letteraria al nuovo modo di intendere quel mistero che è la parola che salva o il senso stesso dello scrivere. E gli editori dovrebbero valutarla, rischiare in lungimiranza, arrivarci prima insomma.

p.s. Tommaso Pincio – pare – avrebbe smentito, comunque al limite può confermare lui stesso o al contrario, rimane il termine della questione.

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2 thoughts on “Raimo e Pincio, sdoganare facebook

  1. marina bisogno (@acolpidipenna)

    Hai ragione, ma tra quegli autori ci sei anche tu. Tu scalpiti di più nei confronti del mezzo, ma scrivi e quel che scrivi, vale. Solo un pazzo non lo nota. Io invece ho messo una barriera tra me e il mezzo, lo uso solo per lavoro. Credo nella forza dei blog, meno voyeuristici, diciamo così. Ciao Tomassini, ciao.

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