Traiettorie meridionaliste

Leggo il libro di Peppe Voltarelli, per Stampa Alternativa; è stato il frontman e il fondatore de Il Parto delle Nuvole Pesanti. Lo chiamavo lupu, un tempo, anche suggestionata da un loro pezzo omonimo, in un dialetto duro e puro, vera lingua da rock. Peppe sul palco lo era un lupo, quel calabrese riusciva a strapparci il cuore dal petto, talento feroce direi. Presenterò il suo “Il caciocavallo di bronzo” a Noto con lui, il 25 luglio; irriverentissimo titolo, dalla comicità appena polemica com’è nel suo stile, se non ricordo male. voltarelliMi viene in mente allora la nostra medesima estrazione o disperazione, siamo cresciuti in luoghi affini, siamo meridionali, entrambi abbiamo frequentato il deserto, la scuola nei garage, nei quartieri popolari, di una terribile miseria. Entrambi disperavamo nella provincia auspicando che smettesse di essere un buco (rifletto mentre leggo, trovando mille assonanze), un tentativo di riscattarla, riuscito per entrambi? Per lui senz’altro, solista da un po’ di anni, ha collaborato con Claudio Lolli e Teresa De Sio; racconta in fondo l’evoluzione del migrante, ne ha fatto una poetica in giro per il mondo, cantando rock in calabrese, Canada, Germania, festa del primo maggio. Racconta lo spirito dei gastarbeiter.

Peppe Voltarelli

Siamo dentro traiettorie meridionaliste, esserci rende tutto molto più enfatico o malinconico. Mirto, Sibari, Bovalino, San Luca, le stazioni silenziose, il nonsense del cemento, la Locride, una lotta disumana, la bellezza e la bruttezza, “i paesi che par crescano la notte vergognandosi di loro”, la statale 106, i comizi nella piazza. I ricordi sono passaggi, Peppe scrive: il sentimento è il lungomare, le profonde tristezze di quei tramonti dove ci siamo ammazzati di desideri e voglia di scappare. Siamo meridionali, e ritrovando Peppe, che ho conosciuto in una estate palazzolese che sembra ieri (grazie al mio amico musicista Carlo Muratori), ho ritrovato l’autorevolezza di un fatto: il meridionalismo. E tutto cambia sotto la sua ombra. O è una luce? Leggevo e pensavo a quanta “raggia” serve per farcela. Peppe ce l’ha fatta. Ha lasciato quei deserti, preferendo le metropoli e la moltiplicazione delle solitudini. Siamo meridionali.

 

 

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4 thoughts on “Traiettorie meridionaliste

  1. gio

    Ho conosciuto Voltarelli qui alla proiezione del film Tatanka all’ OFF, è sua la colonna sonora.
    Il 25 ci voglio essere, sarebbe bello avere un po di notizie dell’evento e sul caciocavallo magari promuovo la cosa. Baci

    1. veronica tomassini Post author

      Sì, Giò, hai ragione. Il libro è pubblicato da Stampa Alternativa, 25 luglio ore 19, cortile Convitto Ragusa, a Noto. La manifestazione è Folk Barock, II edizione, direttore artistico Carlo Muratori, dal 24 al 27 luglio. Baci, ma ci vediamo lì comunque 🙂

  2. Alex Giordano

    In realtà Peppe ci è riuscito: è ritornato meridionale nel senso che é ritornato nomade. Non ha ceduto alla solitudine metropolitana ha capito che, novello Ulisse , la
    Dialettica tra
    Sud e Nord del Mondo sta diventando un equilibrio dinamico dove non necessariamente sempre quello che sta sopra deve stare sopra e quello che sta sotto deve stare sotto . Ritorneremo tutti ad Itaca, ma solo se capiremo che per farlo bisogna tornarci tutti insieme. Altrimenti, come Ulisse, torneremo ad essEre NESSUNO!

  3. voltarellipeppe

    Capitano che hai negli occhi
    il tuo nobile destino
    pensi mai al marinaio
    a cui manca pane e vino
    capitano che hai trovato
    principesse in ogni porto
    pensi mai al rematore
    che sua moglie crede morto
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l’ho solo la’
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare
    capitano le tue colpe
    pago anch’io coi giorni miei
    mentre il mio piu’ gran peccato
    fa sorridere gli dei
    e se muori e’ un re che muore
    la tua casa avra’ un erede
    quando io non torno a casa
    entran dentro fame e sete
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l’ho solo la’
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare
    capitano che risolvi
    con l’astuzia ogni avventura
    ti ricordi di un soldato
    che ogni volta ha piu’ paura
    ma anche la paura in fondo
    mi da’ sempre un gusto strano
    se ci fosse ancora mondo
    sono pronto dove andiamo
    itaca, itaca, itaca
    la mia casa ce l’ho solo la’
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare
    dal mare, dal mare, dal mare
    itaca itaca itaca
    la mia casa ce l’ho solo la’
    itaca, itaca, itaca
    ed a casa io voglio tornare…

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