è tutto vero?

Siedo al tempio, è un bel momento, penso. Devo partire, sì partirò, lo stress e tutto il resto, va bene. Però il romanzo esce, siamo in una fase che mi piace, rullano i tamburi, ci si prepara a qualcosa, ogni sacrificio è compiuto e così via. E non mi chiederanno più è tutto vero? Non mi importerà rispondere: sì, oppure no. Perché non è tutto vero. Neanche per l’altro tutto sommato, o lo è sempre tutto vero, è una vecchia storia, raccontiamo di noi all’incirca sempre. E non mi vergognerò, non metterò i capelli sugli occhi  come ho fatto una volta davanti a quella platea in attesa che io ammettessi: sì, sono io questa qui. Sto pensando al nuovo romanzo, non temerò di restare nuda, ormai ho capito. Con Sangue di cane un altro po’ mi facevano le condoglianze, ehi ma sto a posto è soltanto un romanzo. Stavolta, con questo nuovo, non succederà, non mi faranno piangere, mi commuovo spesso, ma adesso ho capito come si ricacciano indietro le lacrime. E chi piange facilmente non ha mai una buona ragione per farlo.

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