dovrebbe risarcirmi

Quando in tv vedo Amore Criminale comincio a sudare freddo. E torno immediatamente agli anni della giovinezza. C’era un tale, questo non è mai finito in nessuno dei miei scritti, si faceva, è stato il mio purgatorio o inferno, non so ancora decidere. Lo odiavo, mi faceva persino senso, ero uno ragazzina, lui un tossico, che mi teneva sotto scacco con ricatti morali del tipo: se mi lasci mi faccio un buco e mi ammazzo. Invece non è morto, aveva tentato di ammazzarsi un mese prima di incontrare me. Dovevo scontarla io la sua inedia. Vai a fare in culo, gli direi molto volentieri. Ero proprio giovane, mi aveva tolto ogni energia, questo tizio che odiavo, un carceriere, ignorante, volgare fino al midollo. Non è mai entrato nei miei scritti, nel nuovo romanzo racconto dei compagni della valle, gli eroinomani di Mazzarruna, lui non c’è, c’è Massimo, piuttosto, che ho amato forse, e non ho mai avuto. Non ho mai posseduto ciò che ho amato, ma va da sé che amare non compete a nessun egoismo. Sono stati anni terribili, ho la biografia di una scrittrice romantica, questo mi consola. Ho pudore a ricordare la mia solitudine, senza risorse, la malattia, la mia magrezza paurosa, il vuoto attorno. Dovrebbe risarcirmi questo tizio ex eroinomane. Oggi lo mando a fanculo, con una postilla: non mi hai mai ispirato nulla, soltanto un rutto. Al limite.

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