Guia Soncini: cattiva foréve? Macché

Il giorno in cui Guia Soncini scoprirà di essere buona, segretamente, con aspirazioni da mammoletta, sarà un problema, più che altro per la sua corte dei miracoli. Attaccare, accerchiare, un po’ sputtanare: può dirsi metodo il suo e quello della sua corte. Eppure pensavo fosse una donna intelligente e basta, la seguivo persino.  Qualcosa deve esserle sfuggito di mano, però. Ora mi tocca riesumare il rudere di definizioni come radical chic per parlare di lei? Non mi pare il caso. Un radical chic  rutta tweet  avvelenati uno dietro l’altro? Ora la invito a nozze. Che farà se legge ‘sto post, deve superare se stessa e sarà davvero dura. (Fai una torta di mele, non se lo aspetterebbe nessuno, nda). Quanto grossa la dovrà sparare, come sorprendere ancora, come essere cattiva fino a morire, se lo si è già tutti i giorni, per mestiere, incarognita in quella condanna “che devo da esse”; sennò che cacchio scrive. Togli alla Soncini il veleno e la Soncini evapora, come una  terribile flatulenza.

Trovo un mio post  condiviso nel suo profilo twitter, solito tono, solite iperboli  che diventano una cifra stilistica, sì insomma quella. Va bene. Rispondo perplessa,  penso: ma che avrò fatto mai? Intanto, era già partita tra la sua corte dei miracoli una vera e propria missione sputtanamento, la mia biografia sul Fatto condivisa persino su facebook, con ovviamente tutta una serie di riferimenti ironici (a esser puliti). Esempio qui su un profilo twitter (bé poco male): https://twitter.com/EverydayBio/status/501816661306273793. 

Dentro c’è finita anche un’altra blogger, sempre del Fatto. Non è questo il punto. Cioè il punto è: qual è il tuo problema? Direi. Qual è il problema di questa tizia. Leggo nel suo profilo facebook (lo lascia pubblico): Da grande voglio una bio sul Fatto. Hastag #EverydayMythomaniacs. Sotto la mia foto, la mia biografia. Ok, tutto sommato mi fa anche un favore. Leggo i commenti, quello di una giornalista di un noto periodico di moda, in special modo, una giornalista badate, scrive in riferimento alla sottoscritta evidentemente (fornisce la sua personalissima didascalia alla foto): “ “Pare na zingara”. Il valore dispregiativo e razzista di una simile frase è spaventoso. Zingara per costei è un’offesa. Costei scrive, ha in fondo in mano una parte dell’opinione pubblica. Pensate che testa, quale ottuse certezze la assediano. Dai Guia ti ho invitato a nozze, ora devi da esse cattiva foréve, è un modo di dire eh, te l’ho già spiegato ieri. Nun te devi da offende.  E adesso cosa mi aspetta? Come farai a superare te stessa? Ascoltami, io non devo da esse cattiva foréve: lancia margherite sui passanti, ci stendi tutti ahò.

p.s. nel frattempo la soncini ha cancellato il post nel suo profilo facebook, tuttavia avevo già salvato la pagina, sai com’è.

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