Mai ci eravamo annoiati: alla riscoperta di Renata Adler

di Marina Bisogno

Marina Bisogno è giornalista pubblicista. Lavora nel campo della comunicazione e delle relazioni pubbliche, ha collaborato per anni con la pagina culturale del Corriere Nazionale, ha scritto per il Mattino e la Repubblica di Napoli. Se non legge, scrive. Recensisce libri per Satisfiction e ha ideato, insieme a Marco Melillo e Francesco Bove, il blog  C’è vita su Marte. Suoi racconti sono on line su Unonove.

Marina Bisogno, giornalista. Ha collaborato per anni con la pagina culturale del Corriere Nazionale, ha scritto per il Mattino e la Repubblica di Napoli. Se non legge, scrive. Recensisce libri per Satisfiction e ha ideato, insieme a Marco Melillo e Francesco Bove, il blog C’è vita su Marte. Suoi racconti sono on line su Unonove.

C’era una volta una giornalista, di origine italiana, cresciuta in America e con in tasca una laurea in Filosofia, avvalorata da un periodo di studio alla Sorbona. Lei è Renata Adler, firma prestigiosa del New Yorker, la rivista, fondata a New York negli anni Venti che pubblicava i quadretti altezzosi e ironici di Dorothy Parker (I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;l’acido macchia; i farmaci danno i crampi. Le pistole sono illegali; i cappi cedono;il gas fa schifo. Tanto vale vivere…).

La Adler ci scriveva di tutto: letteratura, cronaca, reportage di guerra. E scriveva anche libri. La Mondadori quest’anno ha pubblicato “Mai ci eravamo annoiati” (traduzione di Silvia Pareschi), una raccolta di riflessioni e articoli, apparsi per la maggior parte sul New Yorker e pubblicati in America nel 1976 con il titolo di “Speedboat”. A distanza di quarant’anni l’interesse per questo archetipo della non fiction risorge, prima nella Grande Mela e poi, di rimbalzo, in Italia. Il libro non ha una trama: per questo spiazzò il pubblico negli anni Settanta e per questo spiazza adesso, sebbene i lettori siano più avvezzi al genere. Attraverso spezzoni che oggi sarebbero stati benissimo in un blog, Renata Adler dà voce al suo alter ego, Jen Fain, una redattrice di provincia che arriva nella città dalle mille luci per sbarcare il lunario.

Renata Adler

Renata Adler

Lavora per lo Standard Evening Post e i suoi occhi sono fari fermi sulle persone, sulle cose, sulle amenità (Non è affatto ovvio cosa sia la noia. Essa implica, per esempio, un’idea di durata. Sarebbe assurdo dire mi sono annoiata per tre secondi. Implica indifferenza, ma nello stesso tempo richiede una certa attenzione) e sulle brutture. Jen è una fuoriclasse in mezzo alla mischia.

9788804638285-mai-ci-eravamo-annoiati_copertina_2D_in_caroselloNei suoi giorni e nelle pagine c’è posto per le feste nei loft, per le relazioni ambigue, per le riflessioni ironiche ma amare sulla vita. La voce, lo stile sfavillante della Adler non hanno perso attualità. Lei stessa, che non ha più scritto dagli anni Novanta, solinga nel Connecticut e lontana anni luce dalla donna che fu, ha gioito della rimonta editoriale. Leggerla diverte, incuriosisce. Ti fa viaggiare anche se stai fermo, seduto in un pullman o in metropolitana. È il miracolo della scrittura: la Adler, in fondo, non voleva niente di più.

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