cercavo chi amasse e basta

Ma un giorno mi innamorai, si chiamava Massimo, era fragile e taciturno. Credo cercasse, come tutti gli insicuri, i deboli, qualcosa che non possedeva, che per qualche ragione gli era sfuggito, una donna, l’amore del padre, la vita stessa nella sua ordinarietà. Negli anni dell’adolescenza, temevo anch’io l’ordinarietà. Temerla mi cagionò un mucchio di guai. Ero una ragazzina irrequieta, piena di complessi, con l’animo della bruttina, persino quando mi accorsi che gli altri ne sconfessavano la ragione. Massimo amava un’altra. La gelosia mi torceva le budella, non trovavo chi mi amasse e basta veramente. Eppure ci vedevamo ogni pomeriggio, e lui diceva che avevo gli occhi di un gatto. Christiane deve morirePoi ho dimenticato Massimo, le case col tetto di eternit. Cetty diceva che voleva morire, invece. Il giornale locale aveva pubblicato la foto di Cetty e di quell’altro, non so chi fosse. Si erano fatti un grammo, volevano ammazzarsi, ma si erano salvati, il padre di lui aveva sfondato la porta, secondo piano del falanstero, a Mazzarruna. Una questione di giorni, e la vita sarebbe tornata regolare(…).

tratto da Christiane deve morire,  Gaffi editore.

Advertisements