delete

La luce deve entrare nella stanza. E’ la prima cosa che bisogna fare appena svegli, spalancare le imposte. Non voglio aprire la finestra invece. Il giorno che si annuncia è troppo lungo. Devo affrontare una piccola guerra fino almeno alle due del pomeriggio. Poi comincia la tregua, abbastanza fragile a dir la verità. La sera sembra sempre tutto più facile, certe volte mi addormento senza sussulti. Domani ce la farò, mi dico. Adesso sto bene, non riesco a immaginare il terrore della mattina, soltanto la sera prima. E invece la mattina è una specie di terrore. Cosa ne farò un giorno di questi post? Delete. Cancellare, Dio, potessi eliminare d’un colpo questo strazio. Mi chiedo: ma come sono finita quiggiù? Non so se almeno può servire a qualcuno di voi. A me non cambia molto. Mi ostino a scrivere perché penso che sia una via per la salvezza. Benché tema questo pubblico ludibrio, in fondo lo è, malgrado mi inganni sulla ragione stessa della scrittura che sconosce la decenza o il pudore. Devo scrivere. Lo faccio anche per ragioni segrete. Anche lui scrive. Io sono come lui. Così scrivo. E a voi che mi leggete: parlatemi scrivetemi, io sono qui anche perché ci siete voi.

Un’amica ieri mi ha detto: hai creato un personaggio letterario. E’ splendido. Chiamalo Vera. Lo chiamo Vera. E’ da lei che è cominciato tutto.

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