post della notte

Non posso dormire, e ne avrei anche ragione. Così posso solo scrivere, uno strano post della notte. Non so nemmeno da dove cominciare. Forse dalla scenata di questa donna ucraina che rivendica l’amore del mio ex marito e mi urla nel suo assurdo italiano di lasciarlo in pace, che è suo, scrive in un messaggio al telefono privato. Scrive che sono malata, impreca, offende. Non la conosco, mai vista. Non sorrido, non piango. Verifico la miseria di questo periodo della mia vita. Dico, sono sola da anni, il mio ex marito è stato un grande amore, continua a essere la mia “poetica”, cioè la sua vita mi suggerisce la mia poetica, se ne desse pace questa ucraina. La mia scrittura si è nutrita delle fragilità di quest’uomo, almeno fino all’ultimo romanzo, che non è ancora uscito. Dunque su questa scenata, sulle visite ossessive di questa ucraina al mio blog: non so, che diavolo vuole. Niente è più mio, da secoli, per dire. Mi ero innamorata di un uomo, uno scrittore, uno dei maggiori, lo ritengo e non soltanto io, per quel che può valere. Una casualità. Non pensavo che accadesse. Ne sono uscita a pezzi. Il mio ex marito non so come, da mille chilometri, ha capito. Così lui ha chiamato, lui ha deciso di aiutarmi, malgrado io gli abbia detto che sono a pezzi per un altro, malgrado lui abbia questa donna. Lui mi chiama ogni giorno, lo farà sempre, sono la sua priorità dice, devi stare bene, con qualsiasi donna io stia – dice – tu sarai sempre tu, Veronica, dice che certi amori – per lui – non finiscono. Per lui. Io piuttosto non so che farmene degli slanci, delle promesse. Perché in definitiva sono sempre sola. Adesso ad esempio. Ne ho raccolte di promesse. Lo scrittore mi amava. Oh altroché. Uomini dell’est entrambi. Appassionati, certo, coraggiosi, non saprei, sì credo di sì. E guardate, sono sola. Vorrei scrivere di più, oramai la mia vita è tutta qui. Non ne ho una vera. Il mio ex marito difende la mia vulnerabilità con quella ucraina fuori di sé; lo scrittore non è più con me. Con quanta violenza tutte le volte devo rinunciare alla mia breve porzione di felicità.

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