una specie di resurrezione

Ieri a messa, il passo del Vangelo riferiva dell’esortazione di Gesù: prendete la vostra Croce, ogni giorno, e seguitemi. Ho realizzato che quel “ogni giorno” traduceva la fede. Ogni giorno significa: io accetto. Io accetto la Croce. Non chiedetemi sul passaggio finale, sul serio non esiste altra possibilità di salvezza. Così stamattina sono riuscita persino ad alzarmi dal letto. Prima ho pensato: prendo la mia Croce, ogni giorno. E ho immaginato Gesù, bellissima Creatura, camminarmi davanti. Gli ho detto: Gesù sono qui, sono dietro di te. E allora mi sono alzata dal letto e ho accompagnato mio figlio a scuola. Sapete, una specie di resurrezione. Sapete, solo Gesù è la salvezza.

Slawek chiama ogni giorno, mantiene la promessa. Questa cosa mi commuove. Andrà in America forse, in un’università degli Usa, dico forse. Racconterà la sua vicenda di stazioni, retrovie e rinascite. Di alcol, di cadute, di misericordia. E credo che insieme alla sua testimonianza, in quelle università leggeranno il mio romanzo “Sangue di cane“. Che è in fondo la sua storia. Slawek adesso vive a Milano. Mi dice: il tuo scrittore russo ti stava uccidendo. Questo lui lo sa? Ti amava alla follia, sì? Non rispondo. Soltanto trattengo le lacrime, poi lo ringrazio. Dico: grazie per quello che fai. Ma cosa faccio, misek, dice. Non faccio niente e non piangere con me, per favore. Dice.

 

 

 

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