girl

I giorni terribili sono passati. Oggi sono meno terribili. La mancanza del mio amato non è la spada che mi trafigge il fianco. Mi svegliavo piangendo perché mi mancava lui. La mia psichiatra si ostina a rassicurarmi: lui non esiste, non c’era. E ieri su facebook ho visto proprio una foto con questo slogan: lui non esiste. Mi è sembrato un presagio al contrario. Lui esisteva eccome. My little girl. Comunque adesso non piango per niente. Gli antidepressivi mi hanno tolto certe scomode percezioni. Non desidero nulla. Non ricordo il fuoco nel petto, l’intorpidimento delle mani e delle gambe. Il dolore diventa quasi un fatto di esercizio. Sono una ragazza. Girl. Non sono più la sua bambina. Sono tornata la ragazza che aspetta ancora qualcosa, che si domanda con sincero stupore: cosa dovrà ancora accadere?

San Valentino è stato più facile di quel che prevedessi. Struggimento a tratti. Ho indossato un vestito anonimo, legato i capelli. Mi sono seduta al bar davanti a una tazza di thè. Guardavo le persone, il mio difetto, spiare la vita di altri che è sempre più efficiente della mia. Odio la mia città. Cioé non riesco più a viverci, ogni strada mi ricorda qualcosa, no non è un ricordo, è un’energia cattiva. Devo scappare da qui, o ci muoio qui. Dove andare? Sono un’estranea sempre. Devo andarmene.

Ho incontrato il velista che mi chiama Frida per via della somiglianza – dice – con Frida Kahlo. Sì certo. L’ho salutato appena. E’ un olandese. Non desidero niente. Non ho alcun sussulto. Il mio scrittore. Lui. Bravo, guarda che hai fatto? Gli direi. Non mi amavi da sempre, non dicevi così?

I miei fantasmi. La mia esistenza liquida. Manderò tutto al diavolo, prima o poi. Prima o poi è uno status per me, un auspicio, una menzogna. Ho sopportato San Valentino come un’adolescente tradita. Ha chiamato lui. Non ha senso, chiudiamo, dannazione. Con tutte le donne che può avere, continua a tenermi da una parte, il suo bijoux prezioso segreto. Caro, sono stata tua moglie, non ti sembra ridicolo nascondermi dalle tue amanti?

Ieri pioveva, una pioggia fitta e leggera. Ho avuto un piccolo crollo verso sera. Ma è tutto concentrato, previsto, si ragiona con il dolore adesso. Non è lo strazio dei primi giorni. Con in testa le sue parole: my little girl.

E’ una prova. Dio mi libererà.

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