il mio viaggio sentimentale

Mi servirebbe cambiare aria. Si dice sempre così quando arriva il tempo in cui ogni cosa frana, in cui ogni giorno è una guerra per arrivare a sera. Un viaggio sentimentale, come quello in cui soggiornò Amy, la delicata e vanitosa Amy, di Piccole Donne, con la vecchia ricca zia. Parigi, Vienna, Londra. Non ho una vecchia zia. Ma ho una bellissima cugina che vive a Londra.

Roma, Parigi, Londra: potrebbe andare. Un viaggio sentimentale in cui rivedere tutto. Un mucchio di fallimenti, rimediati di recente. Non è un piagnisteo, è un fatto. Serviranno i piagnistei, e come ho letto da qualche parte: vorrà dire che mi preparerò per il prossimo errore.

In queste notti riesco a dormire, non mi sveglio agitata o sofferente, come i primi giorni di terapia. Sono lucida, apparentemente almeno, addolorata, ma lucida. Sono combattuta, già, da una parte lui, lo scrittore, che mi ha completamente cancellato dalla sua vita, con crudeltà o rabbia o sadismo, non so. E dall’altra il mio ex marito, che oramai è un fatto passato, benché lui si ostini a mantenere un legame. Inutilmente, direi. Voglio uscirmene da qui, da dove sono finita, subito, presto. E’ la mia preghiera. Voglio ricominciare, lasciare questa città, questo Paese persino, ricominciare. Lo scrivo qui a promemoria, perché si avveri, perché mi sia data questa opportunità di vita nuova, prossima al concetto di felicità, seppur breve, non importa, ma che accada. Alla fine di tutto, in questa seconda parte della mia esistenza, che accada. Dio mi ha dato il pane della tribolazione e l’acqua dell’afflizione? E’ un passo di Isaia. Un giorno risplenderà il sole per sette volte, Dio guarirà i lividi del suo popolo. Non ricordo bene i versetti, Dio perdonerà le nostre debolezze, Dio è Giusto e Misericordioso.

Così io vado avanti. Sono abitato dalla speranza, diceva lo scrittore. Anch’io, malgrado tutto.

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