Cara Francesca, ti chiedo scusa

Così scrivo a Francesca stavolta. Vi ho detto: questo è un diario, anche un diario. Racconto più o meno quel che si può raccontare. Di solito, solo la verità.

Allora, le ho chiesto scusa, stamattina. Scusa Francesca, perché sono una donna immatura. Francesca Serafini. E’ una scrittrice, una sceneggiatrice, lavora nel cinema; lo dico per deformazione professionale (micro didascalie). Credo che siano amiche lei e Teresa Ciabatti, cioè lo sono. Francesca mi ha perdonato con un simbolico mazzo di fiori. Grazie Francesca. Le ho chiesto scusa perché sono una persona presuntuosa. Francesca: vedi? Confermo quanto sono infantile. Ma: questo post è per te. E anche per me che talvolta dimentico il valore della leggerezza o peggio quello dell’amicizia. O ancor meglio: dell’ironia. Dopo quella stupida discussione (stupida per il tono che le ho dato io), mi sono vergognata moltissimo. Stamattina mi sono liberata, chiedere scusa avvicina il mondo, le persone, tanto che guadagno l’abbraccio che non smetto di aspettare, desiderare. Lei, Francesca, mi ha accolto subito. Ci siamo abbracciate. Ho avuto l’impressione che lei mi abbracciasse. Su facebook. Allora facebook non fa poi così schifo.

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