volevo sposare Simon Le Bon

Ero una di quelle che era sicura di sposare Simon Le Bon. Ero una duraniana. Tipologia precisa. Tendenzialmente groupie. Da una parte noi, le duraniane, da distinguere (quelle per Simon, quelle per Jhon Taylor, per NicK Rodhes – e anche per Andy Taylor; Nick era troppo muliebre per i miei gusti); dall’altra c’erano le isteriche degli Wham (mai capito quelle lì) e degli Spandau Ballet (su Tony Hadley e Gary Kemp c’era la mia approvazione). Ero sicura di sposare Simon. Dodici anni, ostacolista, magra da fare schifo. Mi innamorai follemente durante una puntata di Sanremo, era il 1985. Cantavano Wild Boys. A Simon volò il microfono, mi innamorai di Simon perché aveva il piede fasciato e gli volò il microfono. Ci si innamora delle defaillance, mica della perfezione. Amavo il pop britannico, il loro, anche adesso mi piace molto in generale. Riguardo Simon: mi domando come faceva a piacermi, ma non era meglio Jhon? Innamoratissima. Non corrisposta.  Era un delirio, sul serio. Siamo una tipologia, noi tendenzialmente groupie. Noi siamo le ragazze per sempre. Qualcuno doveva insospettirsi, tenermi buona, questa darà problemi in futuro. Infatti: mi sarei innamorata dei ragazzi più stronzi, avrei avuto un diario, frequentato gente più grande, avrei voluto sempre qualcosa di più. Una destinata a perdere. Una che oggi ha un blog.

Prima di addormentarmi la sera immaginavo sempre la stessa scena, molto anni ’80, da Laguna Blu: spiaggia, battigia, splendida adolescente a piedi nudi, capelli lunghi e morbidi, vestito bianco sotto il ginocchio (sono sempre stata abbastanza pioniera nelle mie cose). Ecco direi che quell’adolescente sarei stata io. Non sono mai stata così. Non ho mai camminato in riva al mare andando incontro a Simon Le Bon. Che ovviamente mi avrebbe amato disperatamente. Con questa immagine mi addormentavo. Noi duraniane eravamo molto incazzate quando Clizia Gurrado ci fregò tutte scrivendo il libricino “Sposerò Simon Le Bon”. Come si era permessa? Lei sposerà Simon Le Bon. Sì, certo. Doveva prima passare sul nostro cadavere. Ma quante eravamo? Oh mamma. Devo informarmi se poi questa Clizia è diventata una che si innamorava dei ragazzi più stronzi, che perdeva sempre e che avrebbe avuto un blog.

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