Consolazione

C’è la Consolazione biblica, lo dicono le Scritture, Isaia libro 30, dopo il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione. Dio promette e le Sue promesse sono eterne. E non sono convinzioni la cui traduzione in terra è affare di teologi o competenza di difficili sofismi. La Consolazione è un fatto che accade, che ci nutre, è Dio che guarisce ciò che ha permesso potesse dolerci. Il dolore è una fase, un tempo, l’ora della trasformazione, il prodromo al nuovo, la corona dell’uomo nobilitato. Dio mi ha guarito, sorretto quando vacillavo, per mezzo del Figlio, ci ha salvati, amati per sempre. Noi siamo amati per sempre.

In queste settimane, mesi anzi, di tormenti (credevo fossero i peggiori, credevo di non uscirne più, credevo fosse a ragione di Sergei, mi sbagliavo su tutti i fronti), Gesù della Misericordia mi ha tenuto per mano, sorretto quando le ginocchia cedevano. Con l’esortazione più dolce e sicura e potente: non preoccuparti. Non preoccuparti, affida il tuo peso a Me, affida le tue angosce a Me, lasciati condurre da Me. Io ti amo. Affidati a Me e ripeti: Gesù io confido in Te. Jesuz ufam Tobie.

E sono guarita. Ho aspettato e riconosciuto la via della Consolazione. La via della Consolazione portava alla chiesa di Santo Spirito in Sassia, in via dei Penitenzieri, dietro la Basilica di San Pietro. La chiesa intitolata a Gesù della Divina Misericordia.Gesù Ed è lì che sono tornata, alla fine del mio breve soggiorno romano. Gesù mi ha ricondotto in quella chiesa, la chiesa della Devozione alla Divina Misericordia. Quando sono entrata, quasi con impazienza o forse addirittura incredula di esserci di nuovo, ho esultato. Eccomi di nuovo qui. Inginocchiati davanti al quadro di Cristo così come apparso a Suor Faustina Kowalska a Plock, Polonia, nel 1931, eravamo in tanti. Molti giovani o miei coetanei, ragazze e ragazzi anche. Le suore cantavano, una voce delicata sottile inaudita recitava le preghiere o enunciava i nomi dei cari defunti ai quali dedicare le preghiere, provenendo dall’altare. Non so spiegarvi, non devo forse, soltanto vi dico andate in quella chiesa: se siete afflitti, stanchi, provati. Troverete l’unica Sorgente, la sola capace di risolvere il perenne bisogno che agita in noi: il bisogno di Dio. Voi lo chiamate infinito. E’ Dio.

(continua)

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