L’amore è un miracolo

Marzo 2015

Attraversiamo le campagne di Trevignano. Osservo incantata i piccoli colli ammantati di verde. I ciliegi sulla strada (sono ciliegi?). Ruote di paglia. Rudimentali casine che mi ricordano i giorni dell’infanzia a Lugnano dai parenti che avevano le stalle, le bestie. Urlavo dalla paura quando sentivo i maiali grugnire o li spiavo schifata da oltre le reti scavare nella melma in cerca di ghiande. Mio zio guida lentamente, mi sta accompagnando in aeroporto. Dice che ogni tanto devo pur avercela con chi merita il mio astio. Io dico: no, non ce l’ho con nessuno. Non riesco a odiare. Non mi frega nulla di odiare costoro. Sono due uomini, entrambi dell’est. Casualità. Sono loro la causa? E anche se fosse? Il fatto è – come si dice – che l’acqua non passa mai due volte sotto lo stesso ponte. E c’è un detto anche in polacco che similmente recita: lo zingaro passa una volta sola dalla campagna. Sì insomma quello è il sunto. E’ andata, quante volte lo devo ripetere.

La sera prima io e Patrick siamo andati al cinema. Una sala d’essai. Davano Suite francese, bellissimo, ma detto da una sentimentale, mancava qualcosa, senz’altro il taglio d’autore. La sentimentale si è innamorata perdutamente del tenente Bruno Von Falk, ovvero Matthias Schoenaerts. Ne parlerò della storia raccontata nel manoscritto incompiuto di Irene Nemirovsky, spedita ad Auschwitz da un suo compatriota. Morta ad Auschwitz. In definitiva una storia d’amore, appassionato e bruciante nella traduzione di Saul Dibb. Benché il paesaggio sia quello della seconda guerra mondiale e dell’occupazione tedesca in Francia. Benché ci sarebbe molto altro eppur ci sfugge. Non è questo il punto tuttavia, volevo dirvi: sono una sentimentale e ho pianto tutto il tempo. Perché l’amore è un miracolo e mi procura il pianto anche quando è finzione. E quel tipo d’amore in fondo è stato il mio destino. Sarei finita come Lucille, ne son sicura. Piango quando incontro la bellezza e la musica che suonava il tenente, compositore sacrificato alle Ss, quella musica sì era bellezza.

Così ho replicato all’affermazione di mio zio: non odio nessuno. Aspetto casomai che fra un mese, un anno, un secolo, accada qualcosa del genere: un miracolo. L’amore è un miracolo.

(continua)

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