Non ho radici, amico.

Ogni mattina, malgrado esca raramente, mi vesto con cura, indosso il rossetto, sistemo i capelli, come se dovessi recarmi in un posto speciale. Invece devo solo scrivere. E non so nemmeno per chi, per qualcuno di voi. Voi che a volte siete tanti, a volte mi mollate e siete davvero pochini. Dipende dai post. Ormai ho capito che le mie vicende sentimentali interessano molto di più di tutto il resto, delle divagazioni letterarie e dei pensieri ingarbugliati e inutili di solito. Ora, le mie vicende sentimentali si sono -come posso dire – estinte? Sì, estinte. Cosa posso rimediare per sostituirle, quale vaudeville? Non ho smesso di progettare la mia partenza, succederà, ma sarà un fatto strutturato, non ho lasciato perdere. E per favore, a quel tale che con zelo mi inonda di suggerimenti, grazie amico, nessuno te li ha chiesti. Le radici. Dico sempre a quel tale che non ho radici. Mai avute. Umbra da parte di padre, abruzzese da parte di nonna, siciliana da parte di madre. Ho un figlio per metà polacco. Quindi per favore. No, perché davvero (mi rivolgo a quel tale) come fai a parlare senza conoscermi? Ma come si fa? Nessuno vi chiede udienza. Così mi tocca cancellare certi post. Perché i suggerimenti altrui e non richiesti, inopportuni e saccenti, esondano. E’ un po’ odioso tutto ciò. Cancellare i post. Verificare suggerimenti vani. Sciocchi. Che esondano. Oggi sono di cattivo umore. E’ chiaro, no? Sono arrabbiata. Mentre ieri vi scrivevo: no, non ce l’ho con nessuno. Oggi mi sta sul caz..o persino S. Da noi, tipi come lui si possono chiamare “bastardi”. Non gli ho fatto nulla di male. E invece mi ha trattato come merda. Shit.

Radici marce invisibili. Leggevo nel libro del mistico Sufi. Oggi sono proprio di cattivo umore.

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