non si può raccontare tutto

Lo scrittore di Grudno non potrebbe essere il mio Limonov. Rispondo così a Demetrio Paolin, lo scrittore torinese che mi ha suggerito la possibilità. Lo scrittore di Grudno dovrebbe ispirarmi qualcosa di simile al magistrale romanzo di Carrère. Io non sono Carrère. Nel qual caso però, darei una ragione in più a questa parentesi, esattamente, al momento incomprensibile e dolorosa, parentesi che faccio fatica davvero a cancellare. Lo scrittore di Grudno potevo anche non conoscerlo, avrei voluto evitarmi l’ennesima afflizione. Non sopportava che fosse la causa del mio dolore. Chissà perché poi, giocavo d’anticipo. Delle sue tragedie non devo raccontare, sicché Limonov è ancora una volta il mio ex marito, più prossimo al personaggio gonfio e barcollante tra le vie di New York, smarrito nei suoi deliri alcolici, o l’avventuriero assoldato tra i combattenti mercenari, su una collina balcanica con un kalashnikov in mano. Racconterei meglio, se fosse così. Malgrado fossi io la miliziana bardata di coraggio e ostinazione.

Lo scrittore di Grudno nel suo romanzo pluritradotto racconta la vicenda di una donna (che porta il mio nome) vessata da un marito alcolizzato. Lo scrittore di Grudno racconta della volta in cui lei tenta di salvarlo, vendendosi all’incirca (moralmente perlomeno) all’uomo che avrebbe potuto esaudirla. Una sera di tanti anni fa, è accaduto qualcosa di simile. Allora racconterò un giorno anch’io, in quel romanzo mai finito veramente: “L’uomo che avrebbe potuto salvarlo, conosceva il suo nome. Non sarebbe tornato al suo paese in una bara? Le fu concessa la promessa, a condizione che un alcolizzato non desse problemi ancora, non desse di matto. Sono promesse da mantenere?”.

Condizioni ambientali un tempo hanno deciso sulla fine di una storia, persino sentimentale. Cioè la mia. Perché non si può raccontare tutto in un romanzo (Sangue di cane, nda), non quando la vita ti propone soluzioni imprevedibili, di solito sul filo. E non quando si sceglie di tradurre la verità. E questo accade soltanto mentendo. Così non posso raccontare tutto. La donna nel romanzo dello scrittore di Grudno forse ha salvato il marito. Anch’io. Entrambe alla fine soccombono. Vera muore sul serio.

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