La verità non è di questo mondo.

I giorni scorrono. Sono sempre più distante dal resto delle cose. E non dico, stavolta: merito dei farmaci. Non dico nemmeno, non adesso: sto guarendo. Non sono felice lo stesso. Però non piango. Non sono felice, eppur dimentico il dolore. Ricordo il suo passaggio, osservo le forme della sua ombra, sugli altri e sul resto appunto. Cos’è il resto. A cosa sia servito il resto. Il resto, quello che chiamiamo ognuno con le dovute premure: errori, esperienze, matrimoni, tradimenti. Il resto per me diventerà scrittura, come sempre. Non mi consola, non mi deprime. E’ una verità, anzi un’esattezza. La verità non è di questo mondo. La Pasqua trascorsa in famiglia non ha aggiunto, mio malgrado, un nuovo gaudio. Però ieri che Cristo è Risorto ho immaginato la Luce, ho sperato in un pianto liberatorio, anticipo di pace, un po’ è accaduto. Le preghiere mi salvano. Dio.

I farmaci mi hanno tolto il pianto. E’ un risultato. L’altro esiste ancora. Certe volte vorrei maledirlo. Scrivo. Con pedanteria. Con scrupolo mi preparo ogni mattina a raccontarvi le mie inezie. Piccole cose, piccoli fatti. Il mio rammarico è sempre uguale, dacché ho memoria: cerco l’amore di tutti. Sono un’egocentrica. L’ostinazione talvolta è già un castigo.

La scrittura è condivisione. O esibizionismo. O entrambe le cose. In questo Lunedì dell’Angelo aggiorno il blog, immaginando con invidia le risa degli altri, la vita che fluisce fuori, scivolando da me, incapace di realizzarla. Il destino mi ha voluto sola, senza compiacersene, lasciando a me la responsabilità di farlo. Compiacersi è la mia soluzione finale. Quando le cose si mettono male, so compiacermi, perfezionando il talento.

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